MESSINA. Dopo un anno e mezzo di “sta per essere pubblicato” (il primo messaggio del sindaco Cateno De Luca sosteneva che ” a fine ottobre 2018″ avrebbe visto la luce, mentre a inizio febbraio 2019 il primo cittadino annunciava trionfante che “è quasi pronto e la settimana prossima sarà pubblicato”), è arrivato finalmente il bando di gestione dello stadio Franco Scoglio di San Filippo a Messina.

Quasi. Perchè quella che è stato pubblicato all’albo pretorio del comune di Messina è una determina dirigenziale “a contrarre con procedura aperta”, ma non è indicato né il termine per il ricevimento delle offerte o delle domande di partecipazione, né la modalità di apertura delle offerte, e nemmeno il codice CIG (Codice Identificativo Gara, quello che identifica una gara d’appalto) e il codice CUP (Codice Unico di Progetto). Il bando va poi trasmesso all’Ufficio pubblicazioni dell’Unione Europea, e sarà pubblicato entro 5 giorni dalla trasmissione. Quindi, in pratica, si tratta ancora di uno stato embrionale della procedura.

Cosa prevede il bando? Una gara a procedura aperta, tramite la piattaforma del comune di Messina ( all’indirizzo web: https://appalti.comune.messina.it/PortaleAppalti), per un importo complessivo a base d’asta di 300.000 euro iva esclusa quale canone trentennale a base d’asta. Il criterio di aggiudicazione della gara è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo. Le valutazioni delle offerte terranno conto dei parametri di offerta tecnica (47%), offerta temporale (28%), e offerta economica (25%). Il canone annuo di gestione, così come fissato nella procedura di gara, e cioè pari o superiore alla base d’asta di 10mila oltre iva se ed in quanto dovuta, dovrà essere versato in rate semestrali.

Insieme allo stadio, la gara comporterà la gestione del parcheggio (quasi 1300 posti), i “servizi di supporto e complementari per lo svolgimento degli eventi sportivi ubicati nell’edificio a più piani integrato con gli spalti della curva sud (quindi foresteria, mensa, spogliatoi e punto bar), e la palazzina degli uffici comunali (in cui attualmente si trovano i locali di tre sezioni della polizia municipale, gli uffici della II Circoscrizione e gli ambienti della medicina sportiva). “Le strutture sono concesse nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano, per cui la partecipazione alla gara comporta l’accettazione delle situazioni suddette, senza alcuna possibilità per il concessionario di sollevare eccezioni”, specifica il bando, dato lo stato di generale abbandono in cui versa la struttura.

Potrà partecipare al bando chi dimostrerà un fatturato globale minimo, riferito agli ultimi tre esercizi disponibili in base alla data di costituzione o all’avvio dell’attività del concorrente, non inferiore complessivamente a 600mila euro. “Tanto, in considerazione della necessità di garantire che l’affidatario sia in possesso di una solidità finanziaria che gli consenta di assicurare la corretta esecuzione dei servizi e dei lavori accessori oggetto della concessione”. L’aggiudicatario dovrà presentare “idonee referenze bancarie attestanti la capacità economica e finanziaria del concorrente, in relazione all’importo complessivo della concessione oggetto di affidamento, come risultante dal piano economico finanziario prodotto dallo stesso concorrente in sede di gara, da comprovare mediante dichiarazione di almeno due istituti bancari o intermediari autorizzati”.

Per i requisiti di capacità tecnico-professionale, i concorrenti devono essere in gradi di dimostrare di aver gestito, negli ultimi tre anni precedenti la data di pubblicazione del bando, impianti sportivi con un minimo di 10.000 posti.

Nel bando non c’è alcun riferimento alla possibilità da parte di terzi di organizzare spettacoli  e concerti (tema “caldo” della scorsa settimana), né era previsto che ci fosse. La possibilità avrebbe potuto essere prevista nello schema di convenzione approvato un anno fa dal consiglio comunale, che dettava le linee guida. Il documento si sarebbe dovuto ritirare in autotutela, emendare e ripubblicare: niente di eccessivamente difficile, ma non c’è stata probabilmente mai una reale volontà di farlo. La palla, quindi passerà a chi vincerà la gestione dello stadio, che comunque non ha nessun obbligo o “paletto, non avendolo il comune di Messina stabilito nel bando.

 

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