MESSINA. Dopo mesi di routine e inattività, a meno di una settimana dalla cessazione dell’attività, il consiglio comunale approva, con un colpo di coda, due delibere di iniziativa consiliare. Una di Cecilia Caccamo (Cmdb) e Antonella Russo (Pd) sul regolamento per l’arte di strada, e una di Ivana Risitano (Cmdb, ma sottoscritta da venti colleghi d’aula) sul diritto al gioco, approvata quasi all’unanimità.

La delibera prevede l’abolizione del comma g dell’articolo 13 del regolamento e la parziale modifica dell’articolo 30: la sua approvazione comporta l’eliminazione del divieto e l’ingresso (per la prima volta) nel Regolamento di polizia municipale di un articolo che non abbia la forma del divieto ma dell’enunciazione di un diritto. Accanto alla possibilità di aprire gli spazi pubblici al gioco, la delibera prevede inoltre un indirizzo all’amministrazione perché stipuli convenzioni e protocolli d’intesa con chiese, università, scuole, enti pubblici e condomini perché mettano a disposizione i loro cortili e spazi a verde per favorire l’aggregazione e le attività ludiche dei bambini.

“Ho maturato l’idea di proporre quest’atto tanto tempo fa – ha spiegato Ivana Risitano -prendendo spunto da altre città d’Italia che avevano fatto una scelta simile. Mi sono così imbattuta in una triste realtà: il vigente Regolamento di Polizia Municipale della città di Messina risale agli anni del fascismo, e tra i numerosi divieti prevede anche quello assoluto di qualsiasi forma di gioco negli spazi pubblici. La parte della delibera che mi sta più a cuore di quella normativa è quella  politica, sociale e culturale contenuta nella premessa: è lì che si evidenzia l’importanza delle attività ludiche per lo sviluppo fisico, psichico, emotivo, motorio, relazionale; la correlazione tra il movimento ed il contrasto all’obesità infantile (con correlati rischi per la salute); il ruolo attivo delle bambine e dei bambini; l’efficacia del gioco nell’apprendimento di dinamiche relazionali, gestione del conflitto, rispetto delle diversità; la possibilità di sperimentare anche situazioni problematiche e vissuti negativi dentro lo spazio protetto della ludicitá; la necessità di contrastare, recuperando il gioco in gruppo e all’aperto, i rischi connessi alla sovraesposizione alle nuove tecnologie; la coerenza con la Convenzione dei Diritti del Fanciullo e con la sperimentazione Sport di classe – programma “Studio in movimento” di cui gli Assessorati alle politiche sportive, scolastiche e sociali del Comune di Messina sono partner. Sappiamo che una città “a misura di bambina e bambino” passa anche dall’abbattimento delle barriere, dalla creazione di spazi idonei e curati, dall’investimento sull’arredo urbano e sulla pulizia: ma necessario è, al pari, affermare il diritto al gioco e alle attività creative e ricreative all’aperto, l’assurdità di certi divieti, l’apertura e la messa a disposizione di spazi che consentano l’incontro, la creazione di comunità, la libera espressione, il movimento, la comunicazione anche non verbale, il rapporto con la natura, la creatività”.
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