MESSINA. Entrano in azione i droni per la verifica del rispetto delle ordinanze sindacali emanate per contrastare la pandemia da Covid 19. Gli apparecchi volanti – fa sapere in una nota il commissario della Polizia Municipale Giovanni Giardina – hanno permesso di individuare alcuni soggetti intenti a pescare nella zona nord ed altri a giocare a carte nella zona sud, “creando di fatto assembramento”. «Questi ultimi – si legge nella nota – alla vista del drone pilotato dagli agenti, si sono allontanati cercando di fare perdere le proprie tracce e rifugiandosi su un terrazzo poco distante, ma subito individuati dall’occhio attento del drone». Tutti i soggetti sono stati verbalizzati per la violazione delle ordinanze sindacali.

Proseguono nel frattempo i controlli degli agenti sulla sicurezza alimentare. Nella mattinata odierna, nell’ambito di un controllo presso un supermercato cittadino (di cui non vengono fornite ulteriori informazioni), gli uomini della commerciale hanno accettato che l’esercente poneva in vendita prodotti alimentari in cattivo stato di conservazione, non solo mantenendoli a temperature di quasi 10 gradi al di sopra di quella consentita, ma già con evidenti segni di ammaloramento con tracce di muffa su formaggi e salumi. «Detti prodotti infatti – si legge – anziché essere posti in vendita in appositi banchi frigo erano liberante esposti in strutture non refrigerate con temperature che raggiungevano i 14 gradi anziché i 0/4 consentiti. Veniva inoltre accertato che alcune confezioni di alimenti utilizzando il medesimo originale incarto, erano stati etichettati nuovamente spostando la data di confezionamento anche di quaranta giorni in avanti. Gli alimenti ritenuti non idonei al consumo venivano tolti immediatamente dai banchi di vendita per essere posti sotto sequestro, mentre il titolare dell’attività dovrà ora presentarsi davanti alla autorità giudiziaria per quanto di illecito accertato dagli uomini della polizia annonaria».

Inoltre, sempre stamani, è stato posta sotto sequestro la merce e il veicolo di un commerciante ambulante abusivo che, “nonostante il proprio stato di illegalità e nonostante la vendita ambulante non fosse consentita temporaneamente dalla recente ordinanza sindacale, stava ponendo in vendita prodotti e ricambi per auto, peraltro di dubbia fattura, tentando quindi di avvantaggiarsi rispetto a chi, in ossequio ai regolamenti, stava mantenendo chiuso, sebbene autorizzato, il proprio esercizio commerciale”.

 

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