MESSINA. Nonostante il divieto di uscire da casa, disposto dal Governo e ricordato a intervalli regolari dall’auto con la voce del sindaco che paventava catastrofi, nei tre mesi scarsi di lockdown a cavallo tra inizio marzo e fine maggio del 2020, a Messina c’è chi ha trovato comunque modo di schiantarsi, in auto o in moto: sono stati infatti 73 gli incidenti stradali registrati nell’arco delle restrizioni, con 86 feriti, secondo i conteggi dell’Istat. Ciò potrebbe significare che, oltre al divieto di circolazione, è stato spesso infranto anche quello di assembramento, vista la il rapporto tra infortuni e sinistri, il tutto in strade pressoché senza traffico e potenzialmente prive di insidie.

Durante il mese di marzo nel comune di Messina, si sono registrati 28 incidenti, circa la metà rispetto a febbraio e gennaio. L’entrata in vigore del lockdown l’8 marzo, con la quarantena in tutto il Paese, ha modificato fortemente la viabilità delle singole città provocando anche di conseguenza la diminuzione dei sinistri. Nonostante ciò, il dato di marzo risulta quattro volte maggiore rispetto quello di aprile, mese totalmente passato a casa dalla stragrande maggioranza degli italiani, in cui si sono registrati comunque 7 incidenti. Ponendo a confronto il dato di aprile, con la media annuale di circa 47 incidenti al mese, si è avuta una riduzione dell’85%. A maggio, le riaperture e il ritorno alla consueta viabilità ha visto crescere naturalmente il numero di incidenti registrati, che è pari a 38.

La ritrovata libertà di circolazione tra fine maggio e giugno, e la ripresa delle attività economiche anche serali ha comportato l’aumento del numero degli incidenti: 60 nel mese di giugno, altrettanti a luglio e 70 ad agosto.

A differenza di ciò che è avvenuto durante le prime restrizioni, l’entrata in vigore delle nuove zone a colori non ha avuto alcun effetto sul numero degli incidenti che, nei restanti mesi dell’anno, si sono registrati al di sopra della media annuale: 67 a ottobre, 48 a novembre, 59 a dicembre.

Per effetto del lockdown, comunque, nel 2020, la città dello Stretto ha registrato meno incidenti stradali rispetto gli ultimi venti anni. Il dato, proveniente da uno studio dell’ISTAT, mostra come, anche a seguito delle restrizioni alla mobilità tra marzo e maggio 2020, i sinistri stradali siano nettamente diminuiti in tutte le città italiane. Nello specifico, Messina è stata scenario, con 838 feriti e 6 morti, di 624 incidenti stradali: il 22.19% in meno rispetto l’anno precedente, quando se ne sono registrati 802.

Inoltre, secondo lo studio, Messina risulta essere il capoluogo di provincia in Sicilia con il tasso più elevato di coinvolgimento di motocicli in incidenti: circa 42,9 motocicli per 10mila circolanti. Al contrario, Messina ricopre l’ultimo posto nella classifica degli biciclette e monopattini elettrici coinvolti in incidenti: solo 23 sinistri contro i 26 di Catania, i 86 di Palermo e il primato di Milano di 1018. Nel 2020, la città risulta avere circa 177 incidenti per 100mila abitanti. Le altre città dell’isola registrano dati peggiori: Catania 195,6 sinistri per 100mila abitanti; Siracusa 184; Trapani 174; Ragusa 167; Palermo 158; Caltanissetta 149,9; Enna 93,6; Agrigento 8,6.

Negli incidenti registrati nel 2020 a Messina sono state coinvolte 641 autovetture private, 6 autobus, un tram, 34 autocarri e simili, 28 ciclomotori, 283 motocicli, un motocarro e un quadriciclo.

 

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