MESSINA. Un esposto al prefetto per chiedere il rispetto delle regole elettorali. È quello presentato dai candidati del Movimento 5 Stelle alle elezioni regionali Angela Raffa e Francesco Mazzeo, che denunciano la totale inosservanza delle leggi in tutta la provincia di Messina, “con la complicità di sindaci ed amministrazioni comunali, a cui spetterebbe il compito di controllare, sanzionare e deferire all’autorità giudiziaria“, scrivono i pentastellati.

Considerando il numero di striscioni e manifesti elettorali abusivi, praticamente quasi tutti quelli che vedete in giro – si legge in una nota – e l’importo della multa di 103 euro a striscione, le somme a cui i comuni stanno rinunciando sono ingenti. A ciò si aggiunga che il comune dovrebbe provvedere alla de-affissione, magari assegnando il compito ad una cooperativa o società esterna, dando così anche qualche giornata di lavoro a chi sicuramente ne ha bisogno, addebitandone poi il costo sempre al politico che ha commesso l’illecito”.

Nello specifico, i pretendenti all’Ars fanno riferimento nel loro esposto ad alcuni articoli (l’uno e il sei) della Legge n.212 del 4 Aprile 1956, secondo i quali l’affissione dei manifesti deve avvenire esclusivamente negli appositi spazi stabiliti dai singoli comuni. “Dal trentesimo giorno precedente la data fissata per le elezioni – inoltre – è vietata ogni forma di propaganda elettorale luminosa o figurativa, a carattere fisso in luogo pubblico, escluse le insegne indicanti le sedi dei partiti”.

Fra le normative citate dai pentastellati anche una circolare ministeriale dell’8 aprile 1980, secondo la quale “costituiscono affissioni di propaganda elettorale i manifesti, gli avvisi e le fotografie che siano intesi, direttamente o indirettamente, ad influire sulla scelta degli elettori in occasione di elezioni politiche”. In particolare, il comma 6 della circolare dispone il divieto della propaganda elettorale mediante affissione negli spazi normalmente destinati alle pubbliche affissioni, nelle bacheche e in altri spazi. Dal momento della assegnazione degli appositi spazi, l’affissione è vietata inoltre negli spazi di pertinenza degli interessati, che siano bacheche o vetrinette appartenenti a partiti o gruppi politici, ma anche nelle vetrine dei negozi,  porte, portoni, saracinesche, chioschi, infissi delle finestre o dei balconi, alberi o pali.

Oltre alla segnalazione di “gravi e ripetute violazioni” sia nei normali spazi di affissioni che nelle sedi dei comitati elettorali (dove sono ammesse solo le insegne del partito, e non foto e manifesti), Raffa e Mazzeo rilevano inoltre la presenza di cartelli ed adesivi di propaganda elettorale attaccati nella carrozzeria esterna di alcuni bus dell’Atm Messina presso il parcheggio Cavallotti,  “parcheggiati a motore spento e senza conducente”.

«Per quanto sopra esposto – concludono i politici –  rilevata l’inattività dei comuni di fronte a tale grave situazione, invochiamo in suo forte intervento affinché siano poste in atto le azioni e sanzioni previste dalla legge e si metta fine ad una situazione che per la sua diffusione, gravità e reiterazione non consente un regolare svolgimento della campagna elettorale e pone forti dubbi tali, nelle impressioni degli scriventi, da inficiare la stessa democraticità del risultato elettorale che da questa campagna elettorale sarà determinato».

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