MESSINA. Campagna elettorale agli sgoccioli, e i candidati sparano gli ultimi colpi. Maurizio Rella, candidato nella lista cento Passi, invita a Messina Luca Casarini e Corradino Mineo, il primo segretario di Sinistra Italiana in Sicilia, il secondo senatore uscito dal Pd, partito col quale era stato eletto.

“Questa campagna è caratterizzata dal voto di scambio”, esordisce Rella, prima di lasciare la parola a Casarini. “Siamo la variabile scomoda in un gioco già chiuso, tra due lobby elettorali intercambiabili tra loro. Noi abbiamo rotto questo schema, imponendo il voto libero sul voto utile. Pensate a quanti ex del governo di Rosario Crocetta ci siano nella coalizione di Fabrizio Micari“, spiega l’ex “disobbediente”, prendendo di mira soprattutto il centrosinistra. “Saremo il punto di riferimento per chi fa lotte sociali fuori dalla politica”, citando sorprendentemente la chiesa e le realtà religiose “che reggono un modello di welfare che si è disgregato” prima di parlare, anche lui, di ponte sullo Stretto: “Non abbiamo paura della grande opera, abbiamo paura del project financing che ci sta dietro (secondo gli ultimi aggiornamenti,  però, l’ipotesi project financing è stata cassata e il ponte dovrebbe essere un’opera interamente pubblica)”.

“Questa campagna elettorale è una truffa in cui i problemi reali non vanno trattati e lo scontro politico deve occuparsi di altro”, spiega Corradino Mineo, raccontando un aneddoto tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, ieri a Catania, che “non sono d’accordo su nulla, solo sul disprezzo per il buon senso”. Poi passa a Matteo Renzi e Micari, il cui progetto “fa un danno alla Sicilia di proporzioni straordinarie”, ha spiegato il giornalista. “Il ritorno degli impresentabili non avrà nemmeno quella percentuale di “mancia” che la mafia elargiva in periodo elettorale”, ha continuato, prima di concludere “votate per chi cerca di costruire con voi il futuro”

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