MESSINA. “A distanza di sei mesi, dopo la delibera del 23 novembre 2018 che metteva in liquidazione l’azienda speciale Atm e contestualmente costituiva un’altra società trasporti, l’Atm Spa, con tanto contratto di servizio, non sono stati nominati nemmeno i commissari liquidatori. Sia la delibera che il contratto di servizio, a mio parere, sono carta straccia”.

Non usa mezzi termini Antonella Russo, nel puntare il dito contro la “totale confusione dell’amministrazione, che approva in giunta un contratto di servizio “ponte” per tutto il 2019, quando al consiglio è stato fatto votare un contratto di servizio di una società che non esiste”. La consigliera, insieme ai colleghi Gaetano Gennaro e Felice Calabrò, tutti del Pd, hanno presentato una proposta di delibera che se approvata inchioderebbe l’amministrazione di Cateno De Luca: “Siamo noi che mettiamo un termine per l’attuazione delle procedure di liquidazione, e sarà il 30 settembre 2019, altrimenti il consiglio valuterà di ritirare in autotutela la delibera di liquidazione”, spiega Antonella Russo.

“Quello che è paradossale è che la liquidazione impone dei passaggi che non sono stati compiuti, e cioè i liquidatori che dovrebbero sostituirsi al consiglio d’amministrazione – rincara la dose Felice Calabrò. Lo statuto impone la nomina di tre consiglieri, “che per noi va benissimo che siano l’attuale presidente ed i due consiglieri d’amministrazione, che però avranno ruoli e attività diversi da quelli odierni, e volti alla liquidazione. E questo porta direttamente alla gestione dell’Atm, che non è esattamente delle migliori”, prosegue il “decano” dei consiglieri del Pd, che conclude con una stoccata: “Anche questa situazione non fa che evidenziare l’agire amministrativo di De Luca, all’insegna di lanciare iniziative per fare notizia e poi abbandonarle a sè stesse”.

Molto caustico Gaetano Gennaro, che la butta sul politico. “Non si muove foglia che Cateno non voglia: siamo fermi da tre mesi, da quando il sindaco ha iniziato la sua campagna elettorale – accusa –  Questa consiliatura si porterà dietro come una croce il “salvamessina”, l’unica vera azione politica di questa amministrazione: le cose non sono mai state portate avanti con un disegno ben preciso, anzi, l’amministrazione si sta dimostrando esperta nel rimangiarsi quello che ha dichiarato il giorno prima”.

A firmare la delibera, pur non presente alla conferenza, anche il consigliere Libero Gioveni.

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