MESSINA. Si arricchisce di un nuovo entusiasmante capitolo la querelle sul quadro “Allegoria della restituzione di Messina alla Spagna”, affisso nell’Aula consiliare di Palazzo Zanca, oggetto di una conferenza stampa, stamattina, organizzata dal consigliere comunale del gruppo Misto Salvatore Sorbello per sconfessare la collega del Movimento 5 stelle Serena Giannetto,  promotrice della proposta di rimuovere la riproduzione del quadro “che è estremamente infamante per la città di Messina”.

Sorbello, che da una settimana presenta la vicenda come se il Watergate fosse in confronto uno scherzo di carnevale e che per il sì e per il no ha tirato in ballo “pressioni da parte dei poteri forti e della massoneria”, avrà a fianco, spiega, “l’esperto Alessandro Fumia, autore del recente libro “Messina la Capitale dimenticata”, il quale ha portato a termine l’operazione verità sul quadro”, sul quale nei giorni scorsi è intervenuto, ad adiuvandum rispetto alla proposta di Serena Giannetto, anche Nino Principato, cultore di storia messinese.

La “Operazione verità sul quadro di Luca Giordano “L’esaltazione della Spagna”, come l’ha definita Sorbello, consiste nel dimostrare che quello che da decenni orna il muro dell’aula consiliare (riproduzione di quello che è in esposizione al museo del Prado dal titolo “Mesina restituida a España”) non umilia Messina, sostanzialmente, con carte alla mano che il consigliere sostiene presenterà nel corso della conferenza stampa.

Diversa la tesi di Serena Giannetto: Messina è allegoricamente raffigurata nelle sembianze di una donna nuda, in quanto spogliata di tutti i suoi privilegi, che invoca clemenza alla Spagna, anch’essa in sembianze femminili.

«La città – spiega la vicepresidentessa del consiglio comunale – è ulteriormente oltraggiata e dileggiata dal soldato spagnolo, di spalle, che la prende a calci, dal “Tempo” in sembianze di un vecchio con la falce che ostenta la clessidra, come per dire: “tempo è passato, ma tu, città ribelle ed ingrata, sei tornata ad essere serva della Spagna”, e dalla presenza di un demone alato, forza del male che l’accompagna e che viene scacciato. La città, infatti, venne dichiarata dalla Spagna “morta civilmente”, con la soppressione di tutte le sue istituzioni civiche che l’avevano resa opulenta e famosa in tutta Europa, fra cui la Zecca, il Senato, l’Università, l’Ordine dei Cavalieri della Stella e il titolo di “Nobilis et Caput Regni”».

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emmeaics
emmeaics
17 Dicembre 2018 9:05

ma si può fare polemica su un’opera d’arte allegoria di un fatto storico realmente accaduto ? l’architetto principato, già impegnatissimo a cercare la tomba di Antonello o la nonna di Shakespeare non ha altro che fare ?

Nino Principato
Nino Principato
17 Dicembre 2018 17:53
Reply to  emmeaics

Perchè non ti qualifichi, con nome e cognome come faccio io, hai paura o sei un viagliacco?

Nino Principato
Nino Principato
17 Dicembre 2018 17:52

Avete visto tutti le prove che ha presentato Sorbello: si è inventato di sana pianta una scena mitologica dove la donna nuda con le tre torri in testa, che volge la sua mano alla Spagna, udite, udite, non si sa perchè, rappresenta VENERE!!!!!! Sul resto, stendo un velo pietoso. Messina ha i consiglieri comunali che si merita, Sorbello è uno di questi