MESSINA. Con il voto favorevole del consiglio comunale, l’amministrazione guidata da Cateno De Luca ha ottenuto il via libera all’aumento della tariffa sui rifiuti urbani, che passa dal 46 milioni e 300mila euro del 2019 ai quasi 48 milioni e mezzo del 2021. I messinesi già pagano una delle Tari più salate d’Italia: nonostante lo stesso De Luca, a inizio dicembre 20129, avesse assicurato che nel 2021 il tributo si sarebbe ridotto del 30%, cosa che non è nemmeno lontanamente avvenuta. Ma la maggiorazione non ricadrà sulle spalle dei messinesi: lo assicura la stessa amministrazione.

Secondo quanto si legge nella delibera, l’incremento di due milioni e 112mila euroverrebbe coperto senza necessità di variare le tariffe in vigore dal 2019, e ciò grazie al continuo incremento della platea dei contribuenti. Tuttavia – aggiungono però – per coprire l’aumento del costo delle agevolazioni causate dall’aumento della parte variabile del tributo, diviene opportuno deliberare un aumento almeno dell’1%“.

Resta però l’interrogativo su come siano maturati oltre due milioni di costi in più: le voci che più incidono sull’andamento finanziario di MessinaServizo sono quelle per il personale (sopra i venti milioni), e dello smaltimento dei rifiuti, per il quale il comune di Messina ha competenza sui costi, e che avviene in regime di convenzione con la Sicula Trasporti, gestore della discarica di Lentini, che ospita la spazzatura dei messinesi.

Nel piano finanziario del 2019, per i costi del personale era prevista una riduzione nel triennio: dai 25 milioni e 108mila euro del 2019 ai 22.937 del 2021 (per il 2020 erano previsti praticamente uguali al 2019). Addirittura, il costo del conferimento e smaltimento in discarica è rimasto uguale tra il 2019 ed il 2020, all’incirca dieci milioni e mezzo. Questo nonostante il fatto che con l’aumento della differenziata porta a porta (al 31,20% al 31 luglio, secondo MessinaServizi, contro il 23,22% del 2019) la spazzatura da conferire in discarica dovrebbe essere minore, così come i viaggi verso Lentini. E invece no.

E quindi? Ci sono i quattro milioni di fondo per crediti di dubbia esigibilità (il 9,3% del totale, prevede l’amministrazione), cioè quelli che per prescrizione o perchè solleciti e cartelle esattoriali sono stati ignorati, c’è poca speranza di recuperare in futuro.

Dall’amministrazione, anche una mano tesa verso le aziende in crisi dopo il lockdown: secondo il documento, “le riduzioni a sostegno delle utenze commerciali penalizzate dalle misure di contenimento della pandemia da coronavirus” ammonteranno a tre milioni e 621mila euro.

Sull’approvazione del piano Tari, in serata sono arrivati i commenti dei consiglieri comunali del Movimento 5 stelle e del Pd: “Ci siamo opposti all’ulteriore rincaro della Tari per non far gravare ancora una volta sulle tasche dei cittadini l’azione politica messa in atto dal sindaco, che a dicembre del 2019 aveva annunciato per il 2021 un abbattimento del 30% della tassa rifiuti. Ma sarà l’ennesima “boutade” elettorale, così come le tante e vane promesse sul raggiungimento del 34% di raccolta differenziata entro febbraio 2019 e del 65% entro luglio 2019″, spiegano i pentastellati.

«Già nel 2019 – ha spiegato Pippo Fusco – Messina si era classificata al decimo posto fra le città con le Tari più alte d’Italia, pagando in media 419 euro a famiglia. Nonostante ciò, e malgrado le condizioni in cui versa la città, la tassa continua ad aumentare a scapito dei cittadini, già alle prese con le ristrettezze economiche dettate dalla pandemia. L’unica soluzione per far fronte ai costi e alle spese di gestione, a nostro modo di vedere, è la lotta all’evasione, con il recupero delle tasse non pagate, dato che due cittadini su tre non risultano in regola, senza considerare quelli nemmeno censiti. La gente continua a pagare sempre di più e si chiede che fine ha fatto il progetto “utenti fantasmi” che doveva ultimarsi ieri».
«Sebbene l’avvio della differenziata avrebbe dovuto contribuire ad abbattare le spese dei contribuenti, e malgrado il costo di gestione sia sempre lo stesso – rincara la dose Cristina Cannistrà – a farne le spese saranno come al solito i cittadini».
Sull’argomento si è espresso anche il Pd: “Il Partito Democratico ha convintamente votato in modo favorevole la proposta di deliberazione relativa all’adeguamento delle tariffe TARI, dopo che l’aula ha accolto a maggioranza l’emendamento con il quale, contrariamente a quanto prospettato dall’Amministrazione De Luca, che l’aveva tolto, si è reintrodotto per gli anni a venire il c.d. meccanismo della premialità sulla tariffa per tutti quei cittadini che conferiscono i propri rifiuti differenziati direttamente presso le isole ecologiche”, hanno scritto Antonella Russo, Felice Calabrò, Gaetano Gennaro e Alessandro Russo.
“Negli anni passati, con tale meccanismo si è consentito ai cittadini che hanno conferito direttamente nelle isole ecologiche di ottenere un abbattimento della tariffa pari al 35%. Inoltre, la premialità ha consentito fino ad oggi di raggiungere quote di raccolta differenziata superiori alle altre città metropolitane siciliane. Questa importante battaglia politica avviata dai consiglieri del PD e sostenuta anche da altri gruppi consiliari, come il M5S e alcuni esponenti del centrodestra, il civico Consesso consentirà a tutti i cittadini messinesi che vorranno conferire i rifiuti direttamente presso le isole ecologiche di usufruire della scontistica sulla tariffa TARI, non solo per l’anno in corso, ma anche per tutti gli anni a venire”.
C’è anche spazio per la polemica: “Altrettanto convintamente, i consiglieri del PD hanno votato in modo contrario al Piano Economico Finanziario della TARI a seguito della determinazione dell’aula di bocciare l’emendamento presentato insieme al gruppo del M5S per lo stanziamento di € 800.000 da destinare a sgravi tariffari per le famiglie più indigenti della nostra città. Emendamento che mirava a sostenere le fasce più deboli della popolazione, soprattutto in un momento storico in cui le condizioni economiche delle famiglie sono evidentemente peggiorate a causa della congiuntura economica negativa determinata dal Covid-19. Il voto negativo dell’aula ha impedito, di fatto, che la previsione di un concreto aiuto economico per le famiglie messinesi più bisognose, negando l’attuazione di un’azione di giustizia sociale. Principio ispiratore di tutte le iniziative politiche del gruppo del PD. A detta dell’Amministrazione e della maggioranza dell’aula l’emendamento sarebbe stato respinto perché non si sarebbe arrivati in tempo a rimodulare il Piano economico e Finanziario della TARI, in scadenza alla mezzanotte di oggi. Il gruppo del PD crede, tuttavia, che si sarebbe potuto fare di più e meglio. Occorre evidenziare, infatti, che una tale motivazione, seppur apparentemente logica dal punto di vista amministrativo non regge sotto il profilo squisitamente politico. Non è giustificabile, infatti, l’operato dell’Amministrazione che con una scelta politica ben precisa ha a priori deciso di non prevedere degli sgravi per le fasce più deboli e, inoltre, ha trasmesso la proposta di deliberazione al Consiglio comunale a ridosso del termine di scadenza, impedendo che il civico Consesso potesse apportare modifiche al Piano e, quindi, assumendosi la piena responsabilità delle conseguenze che da ciò ne deriveranno per la popolazione economicamente più disagiata”.
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