MESSINA. Tre o quattro locali aperti, un po’ di gente a piazza Lepanto o alla Passeggiata a Mare e poi… il deserto dei Tartari, fra saracinesche abbassate, insegne spente, macchine con musica neomelodica che scorazzano per le strade desolate (e buie) e qualche venditore di calia qua e là, a inseguire le processioni rionali: è lo scenario post apocalittico che ogni sera accoglie i crocieristi e i (pochissimi) turisti che vagano per le vie del centro. Come ogni estate, infatti, anche quest’anno Messina si è svuotata, con migliaia di cittadini che si sono trasferiti in massa sulla litoranea, prendendo d’assalto la via Consolare Pompea e i lidi della riviera.

Nella desolazione della “movida” in centro c’è però qualche eccezione. Oltre ai pochi locali che resistono stoicamente al fuggi fuggi generale e agli eventi del cartellone estivo promosso dall’Amministrazione, c’è da segnalare in particolare la riscoperta parziale della Zona Falcata, grazie al piccolo “polmone verde” che da qualche anno ha restituito un po’ di decoro a uno dei luoghi più belli, storici e identitari di Messina, devastato da decenni di incuria.

 

 

Sono tantissimi, infatti, i giovani e meno giovani che sempre più spesso rinunciano a spostarsi in zona nord per cercare un po’ di refrigerio dall’afa agostana, approfittando di uno dei pochi baluardi estivi in una città che con il suo mare ha sempre avuto un rapporto piuttosto conflittuale.

Da una parte il parco giochi per i bambini, immerso nel verde, al centro il “Ricrio ammare” e poco più in là la pedana del locale che si affaccia sullo Stretto per la musica dal vivo e i dj set, a strapiombo sulla spiaggia: una location a due passi dal centro che attrae ogni sera centinaia di avventori, stufi di dover prendere la macchina e affrontare la “giungla” della litoranea.

Purtroppo, al momento, si tratta di una “cattedrale nel deserto”, che dimostra tuttavia le potenzialità infinite di una parte di Messina che continua a gridare vendetta e che potrebbe fare da traino a una “movida estiva” in centro, con caratteristiche diverse e alternative rispetto al divertimento offerto dai lidi. Con evidenti benefici per l’economia, il turismo e l’immagine stessa che offre la città.

 

 

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