MESSINA. Domenica prossima, 7 Luglio 2024, alle ore 18:00, lo scrittore Ruggero Cappuccio sarà al Parco Horcynus Orca a Torre Faro per presentare il suo libro “La principessa di Lampedusa”, Feltrinelli Editore.

Scrittore, drammaturgo e regista, Cappuccio è conosciuto per opere come “Delirio marginale” (premio Idi 1993), “Il sorriso di San Giovanni” (premio Ubu novità italiana 1997), di cui ha firmato la regia anche per il cinema, e “La notte dei due silenzi”, con cui è stato finalista al premio Strega 2008. Inoltre ha pubblicato “Paolo Borsellino. Essendo Stato” (Feltrinelli, 2019), diventato un docufilm che ha diretto per Rai 1 e Rai Storia. Per Rai International ha curato la regia di Lighea, tratto dall’omonimo racconto di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Il suo ultimo film è Shakespea Re di Napoli (2023). 

In occasione dell’incontro di domenica, dialogherà con la professoressa Maria Antonietta Ferraloro, Dottore di ricerca in Storia della Cultura e cultrice della materia in Letteratura italiana. Lampedusista, Ferraloro ha dedicato al Principe palermitano: “Tomasi di Lampedusa e i luoghi del Gattopardo” (Pacini, 2015); “L’opera-orologio” (Pacini, 2017); e si è occupata della curatela di “Itinerari siciliani” (Historica, 2017). Per i giovani lettori, ha inoltre scritto “Il Gattopardo raccontato a mia figlia” (La Nuova Frontiera Junior, 2017), in adozione in molte scuole.

 

La trama del libro

Maggio, 1943. In una Palermo deserta, una donna procede con passo risoluto tra le macerie provocate dalla Seconda guerra mondiale. L’eleganza dei suoi abiti contrasta con i palazzi sventrati, le strade interrotte da paurose voragini o allagamenti. Camminando raggiunge un magnifico palazzo del Settecento, avvolto in una nuvola di polvere per la violenza del recente bombardamento alleato.

La donna è Beatrice Filangeri di Cutò, principessa di Lampedusa. È appena giunta da Capo d’Orlando, dove si era rifugiata per sottrarsi alla furia della guerra su Palermo, ma il luogo in cui ha vissuto la reclamava e lei ha deciso di tornare. Per restare. Accampata nel palazzo pericolante, Beatrice deve procurarsi da mangiare, e affrontare gli arrampicatori sociali che godono della distruzione della sua casa. C’è uno sguardo però a spiarla, quello di Eugenia, una ragazza di vent’anni figlia di un noto avvocato della città. Eugenia è sbalordita dalla naturalezza ostinata con cui l’aristocratica si comporta.

Le due donne non tardano a incontrarsi. Tra iniziali sospetti e resistenze, la principessa costruisce con Eugenia un’inedita complicità. Una notte, confessa alla ragazza che nel suo rifugio di Capo d’Orlando ha iniziato a scrivere un romanzo. Si intitola l’Eclissi. La storia è fondata sul tramonto di un’epoca e di una classe, l’aristocrazia. Beatrice comincia poi a parlare di suo figlio Giuseppe Tomasi, sfollato con sua moglie nelle campagne di Capo d’Orlando… Intanto con l’aiuto di Eugenia la principessa progetta l’ultima grande festa da ballo della storia della Sicilia: un ricevimento a Palazzo Lampedusa dove saranno invitati i Lanza di Trabia, i Moncada, i Florio, i Whitaker, i Valguarnera, i Chiaromonte, i Monroy, i Tasca d’Almerita, i Mantegna di Gangi, i Filangeri. È un invito singolare, ardito, spregiudicato per un ultimo ballo sotto le bombe.

 

 

 

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