MESSINA. “La società è totalmente estranea alle indagini in corso e il Consigliere di amministrazione Saccomanno non ha alcuna delega né poteri di rappresentanza della società”. Così l’amministratore delegato di Stretto di Messina, Pietro Ciucci, intervenuto a L’aria che tira su La7, insieme all’on. Bonelli. “Dall’avv. Saccomanno non ho mai ricevuto comunicazioni o avuto interlocuzioni connesse all’oggetto dell’inchiesta. Peraltro, Saccomanno era membro designato dalla Regione Calabria e, al rinnovo del Cda avvenuto lo scorso 29 aprile, era stato sostituito”.

“L’art. 5 del D.lgs. 231/01, citato da Bonelli, prevede, tra l’altro, che l’ente non risponda se il soggetto che ha commesso il reato ha agito nell’interesse esclusivo proprio o di terzi. Inoltre, ai sensi dell’art. 6 del medesimo Decreto, l’ente non risponde se il reato è stato commesso eludendo fraudolentemente il modello di organizzazione e di gestione della Società (Modello 231). La Stretto di Messina ha dedicato grande attenzione all’introduzione di un articolato sistema di prevenzione della corruzione attraverso l’implementazione del Framework Unico Anticorruzione (comprendente il Modello 231, il Codice Etico e le Misure Integrative Anticorruzione) nonché mediante la realizzazione di un percorso formativo esteso a tutto il personale. Particolare attenzione è stata riservata ai componenti del Consiglio di Amministrazione, coinvolti in specifiche attività formative dedicate agli Organi Sociali, a conferma della centralità che la cultura della trasparenza e dell’integrità riveste per l’organizzazione e del costante presidio di tali principi nello svolgimento delle attività aziendali”.

“Mi sembra strumentale inoltre utilizzare questi fatti, ancora tutti da accertare e che, come evidenziato dal comunicato stampa della Procura della Repubblica di Roma, sono in fase ‘di indagini preliminari’, per attaccare un progetto valido, studiato in ogni aspetto dai massimi esperti al mondo”.

“Rispediamo al mittente quanto affermato dall’on. Bonelli – ha continuato Ciucci – anche in merito al primo parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, datato 1997. La legge non prevedeva che fosse emanato un nuovo parere: in ogni caso, sulla scorta dei rilievi della Corte dei conti e come previsto dal decreto legge 32 dello scorso marzo, è stato richiesto un nuovo parere che sarà esitato nelle prossime settimane”.

Per quanto riguarda l’organizzazione aziendale, Ciucci ha ribadito che “la deroga al tetto sui compensi riguarda attualmente due dirigenti di alto profilo e risponde alla necessità di assicurare alla società le professionalità idonee per la realizzazione di un’opera come il ponte sullo Stretto di Messina e, quindi, di essere in grado di svolgere ai massimi livelli azione di dialogo, negoziazione e controllo nei confronti di tutti i soggetti italiani e internazionali coinvolti nella realizzazione che possono contare su organizzazioni di primo livello”.

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