MESSINA. In relazione all’indagine della Procura di Roma per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, l’Amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha commentato: “Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini per le quali la Società è totalmente estranea. Confermiamo la massima la disponibilità a collaborare con le Autorità inquirenti e prenderemo tutte le misure necessarie a tutela degli interessi aziendali e del progetto”.

“La Società – ha dichiarato Ciucci – prosegue nel suo impegno di realizzare il ponte sullo Stretto con massima trasparenza per adempiere alla missione affidatale dal Parlamento e dal Governo conformandosi a tutti i rilievi espressi dalla Corte dei conti nelle sue delibere così come dettagliatamente definito dal DL ‘Commissari’ dell’11 marzo 2026”.

A intervenire sulla vicenda anche il segretario provinciale del pd Armando Hyerace.

“Per anni – scrive – il Ponte sullo Stretto è stato presentato come un dogma intoccabile. Chiunque sollevasse dubbi tecnici, ambientali, economici o giuridici veniva liquidato come nemico del progresso. Ogni richiesta di approfondimento era un ostacolo da rimuovere. Ogni controllo, un fastidio. Oggi scopriamo che la Procura di Roma indaga su presunti tentativi di condizionare proprio quegli organismi chiamati a verificare la legittimità e la correttezza delle procedure. Sarà la magistratura ad accertare fatti e responsabilità. Ma il dato politico è già davanti agli occhi di tutti. Abbiamo assistito per anni a una corsa forsennata nella quale l’obiettivo non era verificare se il progetto fosse realmente sostenibile, utile e legittimo, ma arrivare comunque al risultato, a qualsiasi costo. Per questo sorprende chi continua a rifugiarsi dietro una formula tanto comoda quanto irresponsabile: «L’opera è prevista dalla legge». Come se una legge potesse sostituire il dovere di valutare criticamente un progetto, di pretendere trasparenza e di esercitare controlli rigorosi”.

“A questo punto – prosegue – anche il sindaco Basile dovrebbe trarre una conclusione semplice: sospenda immediatamente la propria partecipazione agli organismi e ai tavoli della Società Stretto di Messina. Non è più tempo di presenziare a riunioni che rischiano di apparire come la ratifica di decisioni già prese altrove, in un percorso sempre più opaco e sempre meno credibile. Non è più tempo di fare da spettatori mentre la città ne subisce le conseguenze. Messina merita chiarezza, non atti di fede. Questa farsa deve finire e il Governo chiarisca quanto accaduto. Chi ha responsabilità politiche se le assuma fino in fondo”, conclude il segretario.

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