MESSINA. Si è svolto ieri alla Passeggiata a mare il presidio di solidarietà per il popolo palestinese promosso da 13 realtà e associazioni cittadine. La manifestazione, a cui hanno aderito numerose sigle, ha preso il via intorno alle 17:30 ed è stata introdotta da Renè Abu Joub, insegnante di lingua araba, operatrice e mediatrice culturale, rappresentante palestinese a Messina e  socia di Arci Thomas Sankara. A seguire gli altri interventi (fra i quali quelli di Liberazione Queer, Rete degli Studenti, Asso pace Palestina, Circolo Arci Thomas Sankara, Cgil Donne, Potere al Popolo) e dei momenti simbolici di silenzio. Nel corso del presidio è stata allestita una raccolta fondi per raccolta di farmaci e aiuti umanitari. Le organizzazioni hanno inoltre stilato una lettera indirizzata alla Prefetta di Messina.

«Da giovedì 6 maggio – si legge nel testo dell’evento – il popolo palestinese sta subendo nuove, intensificante violenze. Israele ha infatti imposto l’allontanamento di trenta famiglie palestinesi dalle loro case, nel quartiere storico di Sheikh Jarrah, nel cuore di Gerusalemme Est, provocando così la legittima protesta del popolo palestinese contro l’ennesima oppressione. I palestinesi abitano quella palazzina da oltre settant’anni. Condanniamo con forza ogni sfratto ai danni di ogni singola famiglia palestinese, indifese di fronte al disinteresse internazionale. Condanniamo con forza l’attacco israeliano, volto all’allontanamento definitivo dei palestinesi da Gerusalemme Est per lasciare il posto ai coloni israeliani. Condanniamo ogni tentativo di pulizia etnica ed espulsione forzata a danni di civili a Gerusalemme e non solo. Questo l’ultimo tassello di una serie di violenze sistematiche che si intensificano maggiormente, puntualmente, nei mesi di Ramadan: l’ennesima prova del tentativo israeliano di voler spostare queste violenze sul piano del conflitto religioso. Condanniamo con forza l’uccisione di 30 civili palestinesi, tra cui 10 bambini, caduti sotto le bombe israeliane, e il ferimento di 165 persone nel silenzio di tutte le istituzioni italiane e internazionali. Condanniamo l’istigazione alla violenza, l’intimidazione e l’utilizzo delle armi da parte dell’esercito israeliano contro la Spianata delle Moschee, dove decine di migliaia di fedeli erano riuniti per la preghiera dell’ultimo venerdì prima della fine del Ramadan. La Spianata delle Moschee è un luogo di culto importante per il popolo palestinese: se usassero le armi contro il Vaticano ci sarebbe, oggi, lo stesso silenzio, lo stesso tentativo di mediazione, la stessa assordante indifferenza?».

 

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