MESSINA. Il regalo d’addio di Federico Basile ai commercianti, coi quali il rapporto è stato sempre piuttosto altalenante, soprattutto da parte di chi imputava a isole pedonali e piste ciclabili il calo degli affari, è arrivato giusto qualche ora prima dell’esecutività delle dimissioni, venerdi 27 febbraio, sottoforma di un atto di indirizzo che propone la riduzione di metà del canone di occupazione suolo, e del 15% della tari per i negozianti e gli esercenti non solo per il 2026, ma anche per il 2027 e addirittura per il 2028.

“l’Amministrazione comunale, nel quadro delle politiche di sostegno al tessuto economico e produttivo locale, riconosce la necessità di adottare misure straordinarie a favore delle imprese operanti sul territorio, al fine di contrastare la crisi economica e favorire la ripresa e la competitività del sistema imprenditoriale, mantenendo altresì i livelli di occupazione”, si legge nella delibera di giunta che propone la misura di abbattimento del 50% della Cosap, la tassa di occupazione del suolo pubblico.

Non è però una misura inattesa, dato che i commercianti messinesi godono di una sostanziosa agevolazione sulla tassa di occupazione di suolo pubblico da sei anni consecutivi: le agevolazioni sono iniziate nel 2020, con la necessità di sostenere l’imprenditoria danneggiata dal lockdown successivo alla pandemia da covid-19, con la totale esenzione dal tributo. Esenzione totale che è continuata anche nel 2021, 2022 e 2023, per poi essere “ridotto” al 50% nel 2024 e 2025. In sostanza, gli esercizi commerciali che hanno attività su strade e piazze, non hanno pagato Cosap per quattro anni, da due pagano solo il 50% del dovuto, e continueranno a farlo fino al 2028. Solo che lo scorso anno la manovra è arrivata a fine maggio, quest’anno a fine febbraio (e fine amministrazione). manovra che non sarà a costo zero, perlomeno per le casse di Palazzo Zanca, che contano di incassare un milione e 253 euro in meno di tari e 222mila di occupazione suolo all’anno per i tre anni della durata delle riduzioni.

Nota curiosa, nel 2025 a proporre la riduzione del tributo del 50%, a metà febbraio, era stato il gruppo consigliare di Fratelli d’Italia, con un atto di indirizzo da allegare al Bilancio di Previsione 2025. No, aveva detto l’amministrazione, per poi riproporre lo stesso sconto, tre mesi e mezzo dopo. All’atto delle dimissioni, Basile le aveva motivate con l’ostruzionismo da parte del consiglio comunale alla sua azione politica e amministrativa…

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