MESSINA. Assume del surreale la vicenda del murales “#LabasItala” realizzato ad Itala (qui tutta la vicenda), con il tutto che sembra sia impantanato tra burocrazia, regolamenti, autorizzazioni e divisioni di competenze. Niente di nuovo. Da un lato il sindaco di Itala, Daniele Laudini, che vuole la rimozione dell’opera perché sostiene non sia stato rispettato l’iter, dall’altro chi invece del murales ne va fiero e asserisce che sia stata rispettata tutta la normativa vigente, con il proprietario dell’immobile, Domenico Crisafulli, difeso dall’avvocato Giovanbattista Freni. Fra una battuta e l’altra, nel frattempo, il disegno realizzato dall’artista lituana Egle Narbutaite (giunta ad Itala appositamente per realizzare il murales) resta lì, in attesa di scoprire chi la spunterà in una battaglia che si gioca su una scacchiera di norme e interpretazione che farebbero confondere gli stessi legislatori.

Sulla vicenda sono state assunte posizioni diametralmente opposte, con il primo cittadino del comune della riviera ionica che ha spiegato le sue ragioni in un’intervista a LetteraEmme, e con il proprietario dell’immobile che ha smentito quanto asserito dall’attuale sindaco, mettendo sul tavolo quelle che per lui sono le carte che testimoniano il rispetto delle leggi (cosa che il sindaco Laudini continua a sostenere non sia vera).

«Abbiamo già inviato agli uffici comunali memorie dettagliate con riferimenti normativi e documenti che attestano la regolarità dei presunti abusi contestati e attendiamo ancora le risposte», spiega Domenico Crisafulli. Tra i presunti abusi il Comune contesta «l’installazione di una scala, per cui servirebbe un’autorizzazione del Comune che noi avevamo ottenuto, e la rimozione di una fontana che in realtà era stata dismessa anni prima, mentre la vasca di cemento della stessa è rimasta intatta – continua il proprietario dell’immobile – Per il murales si era chiarito che non serviva alcuna autorizzazione da parte della Soprintendenza, cosa che l’Ufficio Regionale ha ribadito anche qualche mese fa (“non vi è violazione in quanto li palazzo su cui insiste il ‘murales’ non è soggetto a dichiarazione di interesse”)». Una delle contestazioni dell’attuale sindaco, infatti, era la locazione dell’immobile: in pieno centro storico.

«Non sono state concesse autorizzazioni – asserisce, invece, il primo cittadino di Itala – Sono due le fattispecie: ci sono immobili tutelati dalla Soprintendenza, ma altra cosa è quello che prevede il regolamento edilizio nei centri storici, ed è questo il caso che ci riguarda. Noi stiamo agendo perché l’immobile è tutelato dal regolamento edilizio del Comune, che prevede tutta una serie di prescrizioni in merito agli interventi che sono più o meno attuabili nel centro storico (coloriture consone, balconi in un certo modo, ecc). Quindi, per il murales non sono pervenute richieste di autorizzazioni». Su questo, il proprietario dell’immobile sostiene che «nel 2019 è stato elaborato il piano paesaggistico regionale e ogni comune ha stabilito le proprie prescrizioni. Il piano regolatore del comune di Itala non prevede una tabella dei colori. Per le zone A prescrive soltanto: “Le facciate degli edifici debbono essere finite con intonaco tinteggiato e i colori siano ricorrenti del posto e non dissonanti”. La facciata è rimasta con lo stesso colore originario ed è innegabile che l’opera d’arte utilizzi un colore ricorrente e non dissonante. Fermo restando che non si tratta di una ristrutturazione ma di un’opera d’arte. Il sindaco però si ostina a non considerarla tale, e ne parla come di una manutenzione».

Sulla questione della scala, spiega invece Laudini, «i proprietari hanno ottenuto soltanto un’autorizzazione di suolo pubblico. Ma in questa autorizzazione c’è scritto che per la realizzazione dell’opera il proprietario avrebbe dovuto munirsi di altri eventuali pareri. Inoltre, quella concessione può essere revocata in qualsiasi momento dal Comune (nel caso di “ragioni di pubblico interesse, di pubblica sicurezza o di quant’altro si rendesse necessario”, secondo l’autorizzazione, ndr). Dal punto di vista urbanistico, la scala, essendo una struttura autoportante che si appoggia su una struttura comunale, ha bisogno dell’autorizzazione del Genio Civile».

Sull’autorizzazione del Comune, il nocciolo della questione è l’oggetto della concessione: “Autorizzazione suolo pubblico ad uso permanente in via Umberto I n. 33. Itala Centro per installazione di una scala in ferro per accedere alla terrazza sita in via Umberto In. 33”. Se il sindaco sostiene si tratti solo di un’autorizzazione di occupazione del suolo pubblico, la tesi della controparte è che il documento autorizzi “ad installare una scala in ferro per accedere alla terrazza“, come si legge sempre sul documento: «Io ho fatto richiesta per l’occupazione di suolo pubblico per l’istallazione della scala. Da qua l’oggetto», sostiene il proprietario dell’immobile. Il sindaco Daniele Laudini gioca forte sulle ultime due righe dell’autorizzazione: «È fatto obbligo alla ditta munirsi di ulteriori Nulla Osta di altri Enti od Organismi, diversi da questo Comune, se ed in quanto richiesto dalla vigente normativa». Si riferisce a quelle autorizzazioni che derivano dal regolamento edilizio per il centro storico e dal Genio Civile, che però, sostiene Domenico Crisafulli, «è una scala tecnica prefabbricata, per la quale non è più previsto l’autorizzazione del Genio Civile. La prova del nove è che il Comune ha mandato copia dell’ordinanza al Genio Civile e loro non sono intervenuti»

«Il murales è stato realizzato due anni e mezzo fa nell’ambito di “#LabasItala”, un progetto finanziato da privati con la collaborazione dell’Istituto Nazionale di Cultura Lituana, e l’inaugurazione si è tenuta il 30 luglio 2020 alla presenza delle autorità: il sindaco di allora, il consolato lituano in Sicilia e una rappresentante dell’ufficio culturale dell’ambasciata lituana a Roma. Quest’opera d’arte è unica e ha dato visibilità nazionale e internazionale a Itala su riviste di arte contemporanea e sui giornali lituani – aggiunge Domenico Crisafulli – “#LabasItala” non viene scoperta ora. Nel 2021 l’allora capogruppo di minoranza, ora attuale sindaco, espresse sui social obiezioni su quest’opera, ma poteva chiedere conto agli uffici, cosa che non ha fatto. Di contro, la Soprintendenza si è già espressa dichiarando non esserci alcuna violazione al Codice dei Beni Paesaggistici».

«Siamo fiduciosi che la vicenda si risolva positivamente, considerando anche che la street art è ormai pienamente riconosciuta e tutelata: tutte le amministrazioni fanno a gara per promuovere progetti di questo tipo. Colgo l’occasione per ringraziare il console onorario della Lituania in Sicilia, Alessandro Palmigiano, la comunità lituana in Italia e tutti i cittadini italesi e non che sin dalla realizzazione dell’opera, e ancora adesso, hanno tenuto a mostrare il loro sostegno e supporto. Da quando questa vicenda è divenuta di dominio pubblico, infatti, abbiamo ricevuto tanti messaggi da parte di cittadini, oltre che dal consolato e anche dalla comunità lituana nazionale in Italia, che ha scritto una bellissima lettera ribadendo l’importanza dell’opera»

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Jola
Jola
18 Gennaio 2023 11:35

Un dipinto molto bello sul muro. Voglio che l’arte sul muro rimanga 🙂
Labai gražus piešinys ant sienos. Noriu, kad menas ant sienos išliktų.