MESSINA. Non solo Boccaccio, Shakespeare, Goethe, Nietzsche e D’Arrigo, che hanno ambientato in riva allo Stretto alcuni dei loro capolavori. Nella sua grande tradizione letteraria, infatti, la città peloritana ha avuto anche l’onere e l’onore di diventare la sede… di un supergoverno mondiale. Il romanzo, pubblicato da Urania, si chiama “I condannati di Messina” ed è un’opera di fantascienza per ragazzi scritta nel 1971 dallo scrittore e sceneggiatore statunitense Ben Bova (1932-2020). L’opera appartiene a una trilogia dedicata alla colonizzazione dello spazio da parte di un gruppo di ingegneri genetici esiliati dalla Terra per evitare che le loro scoperte turbino il precario equilibrio sociale nel mondo.

Qui la descrizione del libri sul sito della casa editrice: «Farà piacere ai nostri lettori siciliani sapere che in un futuro più o meno lontano Messina è destinata a diventare sede del supergoverno mondiale. La città, certo, non sarà più la stessa. Torri e palazzi fantascientifici domineranno lo stretto; uomini dotati d’immenso potere e carichi d’immense responsabilità guarderanno pensosi verso la Calabria; e celebri scienziati di tutto il mondo si ritroveranno, sbigottiti, a Messina, trasportati qui con le buone e con le cattive insieme alle loro famiglie. Una gravissima decisione è stata presa al più alto livello: ancora una volta la scienza sta per mettere in pericolo mortale non solo la società ma l’umanità stessa. E la scienza deve essere messa in condizioni di non nuocere. L’ordine spietato (o pietoso?), necessario (o criminale?) partirà da Messina».

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