MESSINA. E’ scambio di fendenti reciproco tra il consigliere comunale del Pd Libero Gioveni ed il presidente della quinta circoscrizione del centrodestra Ivan Cutè: una querelle nata un paio di giorni fa con una lettera aperta firmata dai sei presidenti di quartiere, quindi anche Cutè, di sostegno al sindaco Cateno De Luca, alla quale Gioveni aveva provocatoriamente replicato “A nome di chi parlano?”. Piccata la reazione di Cutè di stamattina, che ha ricordato a Gioveni il suo trascorso nello scorso consiglio, esperienza amministrativa non esattamente memorabile. Gioveni l’ha presa non benissimo, ritenendosi attaccato sul personale, e ha risposto.

“Definire astrusa e priva di contenuti nel merito la nota del presidente della 5^ Circoscrizione Cuté é dire poco! Non offende il destinatario della replica (ossia il sottoscritto) il giovane e rampante presidente (forse “manovrato” da qualche suo alto in grado visto che su certe sue esternazioni saranno ben altri organi a giudicare l’operato passato dei consiglieri), ma offende i cittadini che lo hanno eletto, perché, proprio a motivo della pochezza della sua replica sui contenuti, dimostra di essere “caduto dalla naca” o, peggio ancora, ignorando la titolarità delle competenze sui Regolamenti consiliari, sarà stato forse “folgorato” sulla via di…. Cateno. Anziché vantare la sua elezione diretta da parte dei cittadini e postare sui social le sue foto davanti ai mezzi degli espurghi fognari, il buon Cuté dovrebbe avere l’onestà intellettuale di ammettere di essere stato prima “nominato” dalla politica per la sua candidatura a presidente, e poi eletto solo grazie al voto con l’effetto trascinamento grazie alle sue liste ben attrezzate, e quindi non certamente per meriti elettorali suoi”.

“Infine, un piccolo consiglio benevolo vorrei dare al caro “professionista” della politica (visto che mi pare di capire faccia solo questo nella vita, viva Dio essendo ben remunerato!!): cerchi di farsi guidare meglio da ora in avanti nelle note contro il Consiglio Comunale e a sostegno del sindaco, perché i suoi colleghi presidenti hanno forse capito, dopo essere stati oggi “piantati” anch’essi in Commissione da assessori e dirigenti per volontà del sindaco che lui ieri ha tanto osannato, l’inopportunità della loro nota “guidata” e mirata. Ultimo consiglio: si tenga davvero stretto il sindaco De Luca visto che lui vuole sia eliminare le Circoscrizioni o addirittura dimettersi, perché il 30 settembre rischia davvero di rimanere “disoccupato”

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