MESSINA. Come ha reagito la politica al furto dei dipinti di Antonello? Rabbia, indignazione, polemiche: ma non tutti allo stesso modo. Passati ormai dieci giorni dall’accaduto, e posata la polvere sulle macerie, un’analisi basata sui risultati delle citazioni rintracciabili motori di ricerca, consolida le posizioni di chi ha fatto sentire la sua voce, e di chi invece non ha ritenuto opportuno farlo.

Il silenzio più assordante è quello della Lega: a tutti i livelli, dal locale al nazionale, non risultano prese di posizione pubbliche sul furto delle tavole del Polittico di San Gregorio di Antonello da Messina e della tavoletta attribuita al Maestro. Non meno significativa è l’assenza di commenti dell’ex presidente della Regione, Nello Musumeci, dell’ex sindaco di Messina, Cateno De Luca, e di Ismaele La Vardera, che punta a Palazzo d’Orleans. A distanza di sei giorni dal furto più clamoroso (e doloroso) che ha colpito lo Stretto di Messina, ecco chi ha detto o fatto qualcosa.

IL SILENZIO DEI DEPUTATI PELORITANI. Al Senato, finora, non hanno preso posizione Nino Germanà (Lega) e Barbara Floridia (M5S). Certo, va detto: con il Ponte, cavallo di battaglia del senatore, il furto ha poco a che fare, se non nell’ambito di una veloce via di fuga per i ladri. Floridia, invece, siede nella Commissione Cultura. Alla Camera non risultano interventi di Tommaso Calderone (FI), molto radicato nel territorio, e Angela Raffa (M5S), eletta nel plurinominale Sicilia 2-01. All’Ars, nessuna presa di posizione di Giuseppe Galluzzo (FdI), Giuseppe Laccoto (Lega), Bernardette Grasso (FI), Matteo Sciotto e Giuseppe Lombardo (Sud chiama Nord).

I PARTITI. A Messina tacciono Lega, Popolari e Autonomisti–Grande Sicilia, Lista Scurria, Azione, Partito Animalista Italiano e Noi Moderati (il cui coordinatore politico nazionale, Saverio Romano, interviene però con un trafiletto in un post del 21 agosto, ricondiviso dalla sezione di Siracusa). Nessuna nota autonoma nemmeno da FI e FdI. A livello regionale il silenzio più netto resta quello della Lega Sicilia–Prima l’Italia; non risultano posizioni di AVS Sicilia, Popolari e Autonomisti, DC, Azione, Udc e Rifondazione. FI e FdI non hanno diffuso note autonome, pur essendo intervenuti diversi loro esponenti. A livello nazionale, ancora nessuna posizione della Lega né del suo leader. Non risultano interventi di AVS, Angelo Bonelli o Nicola Fratoianni. PSI, AVS Sicilia e Movmento 5 Stelle sono intervenuti solo ieri mattina, trasformando il fatto in un caso politico con una nota firmata dai responsabili provinciali dei rispettivi partiti e che unisce il centrosinistra. Il Movimento 5 Stelle, inoltre, era intervenuto anche su Instagram una settimana fa.

A ROMA. Il Pd ha aperto il fronte con Anthony Barbagallo, che ha contestato il richiamo alla competenza regionale sostenendo che l’autonomia non possa diventare un alibi per lo Stato. Con Giovanna Iacono, Maria Stefania Marino, Giuseppe Provenzano e Fabio Porta ha annunciato un’interrogazione al ministro della Cultura sulla sicurezza del MuMe. Forza Italia si è fatta sentire con Matilde Siracusano, Giorgio Mulè e Nino Minardo: Siracusano ha parlato di una ferita per la comunità e per il mondo dell’arte, Mulè ha avvertito che non si può «scappare dalle responsabilità», Minardo di un duro colpo all’identità siciliana. Per FdI è intervenuta Ella Bucalo, che ha definito il furto uno «squarcio» nella storia e nella cultura della città. Dafne Musolino (Italia Viva) ha chiesto le dimissioni di Schifani e Scarpinato. Sud chiama Nord ha preso posizione sui propri canali, con gli interventi anche di Francesco Gallo e Laura Castelli.

ALL’ARS. Il Pd Sicilia ha portato il caso in Parlamento regionale con un’interrogazione sulla sicurezza del MuMe e della rete museale di Calogero Leanza e Sebastiano Venezia (insieme ad altri nove firmatari). Il M5S, con Antonio De Luca e Roberta Schillaci. Quest’ultima ha allargato il discorso al sistema: alcuni piani di sicurezza risalirebbero a circa venticinque anni fa. Palmira Mancuso (+Europa) ha chiesto le dimissioni della direttrice, distinguendo la responsabilità penale dei ladri da quella gestionale. In Forza Italia il peso maggiore è stato quello di Renato Schifani e del commissario regionale Minardo. FdI è intervenuta con Francesco Paolo Scarpinato, Gaetano Galvagno, Elvira Amata e Giuseppe Zitelli. Scarpinato ha promesso «tolleranza zero verso chi ha sbagliato» e aperto alla possibilità della vigilanza armata. Carlo Auteri (DC) ha chiesto verifiche su protezioni, personale e organizzazione. Alessandro De Leo (Controcorrente) ha contestato la tesi del corretto funzionamento della sicurezza: «Se questo è funzionare, c’è da tremare», chiedendo audit immediati.

A MESSINA. Il Pd provinciale, con Armando Hyerace, ha chiesto chi abbia deciso di lasciare il museo senza un collegamento esterno dell’allarme e con quale atto. Maurizio Rella (Controcorrente) ha chiesto le dimissioni dei vertici di Soprintendenza e Museo se emergeranno carenze organizzative. Ivan Tornesi, coordinatore provinciale di Sinistra Italiana–AVS, ha chiesto il massimo sforzo investigativo e una verifica degli eventuali punti deboli dei sistemi di protezione. Sud chiama Nord ha reagito sui propri canali ufficiali. Libero Gioveni (FdI) ha attaccato gli autori del furto, definendo la sottrazione delle opere una violenza alla cultura, alla storia e all’identità della città e auspicandone la restituzione.

IL SILENZIO DI CATENO. Cateno De Luca (Sud chiama Nord), ex sindaco e leader del movimento, non ha ancora espresso una posizione personale. Un’assenza che riguarda lui, non Sud chiama Nord, intervenuto attraverso i propri canali e con Gallo e Castelli.

IL GOVERNO. Giorgia Meloni (FdI) non risulta aver preso posizione. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli (indipendente) ha espresso «sconcerto e dispiacere», offerto la collaborazione dello Stato e ricordato la competenza regionale sui musei siciliani. Il sottosegretario Pietro Cannella (FdI) ha parlato di «una ferita non soltanto per la Sicilia, ma per l’intero patrimonio culturale della Nazione», chiedendo la massima sinergia istituzionale.

GLI EURODEPUTATI. Nessuna presa di posizione specifica risulta per Marco Falcone e Caterina Chinnici (FI–PPE), Giuseppe Milazzo (FdI–ECR), Giuseppe Lupo (PD–S&D), Giuseppe Antoci (M5S–The Left), Raffaele Stancanelli (Lega–Patrioti per l’Europa) e Leoluca Orlando (indipendente–Verdi/ALE), mentre si è espresso, con parole durissime, Ruggero Razza di Fratelli d’Italia.

IL COMUNE. Federico Basile (area Sud chiama Nord) ha collegato il furto alla memoria e all’identità della comunità, indicando nel recupero delle opere la priorità. L’assessore alla Cultura Enzo Caruso (area Sud chiama Nord) ha ipotizzato un’azione studiata da professionisti e un furto su commissione. Sono sue ipotesi, non conclusioni dell’inchiesta.

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