In modo inaspettato la grande signora della moda italiana lo scorso mese ci lasciava; Franca Sozzani era un punto di riferimento imprescindibile per lo stile italiano nel mondo. La giornalista ed editrice è stata direttrice di Vogue Italia per ventotto anni, facendo diventare la rivista un faro nell’articolato mondo della moda internazionale. Una donna che ha dato prestigio alla moda italiana non trascurando questioni di carattere sociale, facendosi portavoce di numerose campagne contro il razzismo, l’anoressia, la violenza domestica e, non ultima, la chirurghia estetica.
La sua scomparsa ha lasciato subito un vuoto e una domanda che saltava immediatamente alla testa di tutti: chi la succederà a Vogue?
Supposizioni e ipotesi si sono susseguite nei giorni successivi alla sua morte, fino al 20 di questo mese quando sulla rivista è apparso un comunicato stampa ufficiale che citava ‘Emanuele Farneti è stato nominato nuovo direttore di Vogue Italia e L’Uomo Vogue’, elencandone poi il prestigio e le capacità.
Un uomo al posto di una delle donne più famose e potenti del mondo dello stile.
Il signor Farneti non è il primo direttore uomo di Vogue Italia, rivista nata nel 1966 per volontà di Samuel Irving Newhouse e inizialmente diretta da Franco Sartori.
Ma era il 1966 e i tempi erano ben diversi, gli uomini coprivano gran parte dei posti di rilievo e le donne avevano da poco iniziato a conquistare posizioni di comando.
Nella conquista delle pari opportunità la Sozzani ha ricoperto senza alcun dubbio un posto di rilevanza, ed è proprio per questo manifesto femminile che è stato il suo opeato, avrei preferito fosse stata una donna a succederla.
È pur vero che un uomo all’interno di una rivista femminile rompe gli schemi, ma non sono del tutto sicura che questa rottura sia la cosa più importante, forse lo era di più continuare questa tradizione femminile e non cadere nella ripetizione di quel meccanismo di potere maschile che conosciamo fin troppo bene.

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