MESSINA. La demolizione della zona di Fondo Fucile è (quasi) al termine: la gran parte delle baracche e degli stabili sono stati resi al suolo. Restano in piedi solamente le facciate e le struttura perimetrali della baraccopoli. Dopo quasi quattro mesi dal primo colpo di ruspa, della baraccopoli non resta quasi più nulla. La bonifica è stata finanziata per una parte dai fondi del programma di rigenerazione urbana “Capacity“, progetto cofinanziato dalla Fondazione di comunità di Messina, e per la restante parte dal fondo per il risanamento stanziato dalla legge regionale n.10 del 1990. Nella zona dell’ex favelas, mediante i fondi del progetto “qualità dell’abitare”, verranno realizzati un parco urbano e nuovi edifici residenziali. Il progetto presentato dalla Città Metropolitana è risultato il primo nella classifica di assegnazione dei fondi da parte del Ministero delle infrastrutture. Oltre alla baraccopoli di Fondo Fucile, sono previsti interventi al rione Taormina e a Bisconte con la costruzione di nuovi edifici. Durante la scorsa campagna elettorale, i progetti di costruzione dei nuovi stabili sono stati posti al centro del dibattito da parte di Coalizione Civica e Messina in Comune. Entrambe le liste civiche, infatti, avevano criticato il rischio di riproporre fenomeni sociali di marginalità come quello delle Vele di Scampia a Napoli.

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