MESSINA“Alla luce del confronto tenutosi oggi nella sede del I quartiere, è emerso chiaramente, tanto dagli interventi dei relatori, quanto dagli spunti dei presenti, come le nostre impressioni sul progetto depositato alla Regione fossero condivise”. Inizia così il comunicato firmato dall’Associazione Ionio – Circolo ARCI e dalla Pro Loco Messina Sud a margine dell’incontro pubblico che si è svolto ieri nella sede del I quartiere. Al centro del dibattito le sorti dell’ex Sanderson, con particolare riferimento al progetto di riconvertire l’area in un polo fieristico e congressuale (con tanto di darsena, torre panoramica e un centro servizi a forma di “fera”).

Il progetto, dopo le operazioni di bonifica, finanziate con 6.5 milioni di euro, prevede un grande corpo di fabbrica principale da destinare al centro congressi e una serie di corpi secondari che ospiteranno padiglioni fieristici tematici, strutture ricettive, ristoranti e sale conferenze. La cittadella sarebbe completata da un porto canale posto alla foce del vicino torrente Zafferia, completo di darsena per l’accesso diretto dal mare. Prevista anche una “torre faro panoramica”, alta circa 90 metri, dotata di ristorante e locali a destinazione turistica (qui il rendering e le specifiche)

 

 

 

Il progetto – scrivono – è parso slegato non solo alla storia del vecchio stabilimento, espressione di una certa vocazione agro-industriale della zona sud, ma anche alle esigenze dei cittadini che vivono il territorio. Riteniamo siano del tutto mancati in fase di progettazione un’analisi dei bisogni e il coinvolgimento della cittadinanza in un processo partecipativo. L’area della ex Sanderson è troppo grande perché abbia un’unica destinazione, destinazione che ci lascia per altro perplessi, non solo per i costi faraonici, ma anche per la stessa utilità e funzionalità del progetto. Un’idea di fiera sul modello dell’Expo, quale domanda vuole soddisfare? Quale offerta locale? E con quale viabilità, se già non ci vuole molto perché la S.S. 114 e la Via Consolare Valeria, in quel tratto, s’intasino? Il rendering, che ci mostra il porticciolo presso la fiumara di Zafferia in piena, ci restituisce, infine, un’idea approssimativa del territorio, che deve in ogni caso essere integrata”.

“Non da ultimo – proseguono – riteniamo doveroso sottolineare l’urgenza di conoscere i tempi della bonifica di quella che è comunque un’area di 70.000 metri quadri e all’interno della quale sono stati presumibilmente interrati rifiuti e sversati oli esausti. Sulla base di quanto esposto nel corso del dibattito, i partecipanti (tra cui la storica Luciana Caminiti, il professore Massimo Lo Curzio, il dott. Marco Mangano, Giuseppe D’Avella e il Gruppo Scout Messina 14) e le associazioni organizzatrici hanno manifestato la necessità che a questo primo incontro segua la costituzione, sul modello dell’iniziativa che ha visto ben 30 associazioni impegnarsi per la riapertura della Chiesa Normanna di Mili, di un coordinamento di monitoraggio e progettualità partecipata aperto a cittadini, associazioni, rappresentanti delle istituzioni che abbiano a cuore un’area a cui tante memorie sono legate e che deve essere restituita alla cittadinanza”.

 

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