FILICUDI – “Quest’anno abbiamo recuperato una trentina di tartarughe Caretta Caretta in gravi difficoltà perché avevano ingerito plastica”, spiega Monica Blasi, biologa, fondatrice di Filicudi Wildlife Conservation (filicudiconservation.com), associazione no profit volta allo studio e alla conservazione delle popolazioni di cetacei e tartarughe marine alle Eolie. 

La grande quantità di plastica nei nostri mari è, infatti, un allarme mondiale. Secondo uno studio di Greenpeace le microplastiche ingerite dai pesci finiscono perfino nei nostri piatti. Almeno otto milioni di tonnellate di plastica vengono riversati negli oceani, secondo l’associazione ambientalista.

Nel settembre del 2016, anche il capo della Virgin, Richard Branson e l’attore, Adrian Grenier (noto per il ruolo del fidanzato Anne Hatheway ne Il diavolo veste Prada), avevano attraversato lo Stretto di Messina come tappa di una campagna di sensibilizzazione per la presenza di plastica nei nostri mari.

Un allarme globale che riguarda anche il mare messinese, di cui fanno le spese soprattutto le tartarughe: “Scambiano la plastica per meduse, oppure sono attratte, nel caso di plastica in mare da lungo tempo, dai crostacei che stazionano lì. La ingeriscono e da quale momento ininziano difficoltà do vario genere: non riescono più ad andare in profondità, hanno difficoltà a nuotare, continuano a ingerire quel che trovano in superficie, quindi altra plastica che può provocare occlusione intestinale e provocarne la morte. Questa è la maggiore casistica che curiamo al Turtle point di Filicudi”, spiega ancora Blasi.

Adrian Grenier mostra la plastica trovata alla Pinnazza

E continua: “I cannizzi, piazziati dai pescatori per la pesca del Capone, sono attrezzi illegali che vengono piazzati in mezzo al mare ed ancorati da materiali in plastica, qui restano spesso intrappolate le tartarughe che ritroviamo anche con arti amputati”.

Per questo, secondo la biologa di Filicudi “Si può criticare la legge, ma intanto la clessidra va avanti, e il nostro mare è sempre più la discarica dell’essere umano”.

 

Di seguito in un video uno dei recuperi fatti dal Filicudi Wildilife Conservation pubblicato sulla pagina facebook dell’associazione eoliana.

 




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