MESSINA. Dieci punti da sviluppare per i prossimi cinque anni: è il programma del candidato del centrosinistra a sindaco di Messina Franco De Domenico, illustrato stamattina attraverso i primi due punti, “Messina città smart” e “trasparenza e partecipazione attiva” per “qualificare in maniera diversa la nostra amministrazione, discontinua e diversa rispetto alla precedente”. Nessun assessore presente al tavolo, nè De Domenico ne ha ancora annunciati, riservandosi di farlo dopo la piena definizione del programma. Gli altri sono sviluppo economico, equità sociale e pari opportunità, cultura, scuola e città universitari, politiche per la salute, Transizione ecologica, ambiente e agricoltura, pianificazione urbanistica e territoriale, bilancio, legalità, sport e politiche giovanili. Il prerequisito, ha spiegato De Domenico, è però la riorganizzazione della macchina amministrativa, secondo il candidato eccessivamente depauperata dal taglio dei dirigenti e delle posizioni organizzative dalla precedente amministrazione dimissionaria. De Domenico ha parlato sia di piano delle performance che di digitalizzazione, ma anche di assunzioni. Proprio sulle assunzioni, De Domenico non si sbilancia sui numeri, ma polemizza sul “migliaio” di assunzioni annunciate da Federico Basile qualche minuto prima. “Peccato che ci sia una delibera che blocca le assunzioni per garantire il piano di riequilibrio”, spiega De Domenico, che comunque conferma la necessità di provvedere al rimpinguamento del personale comunale, fortemente sottodimensionato, “ma solo dopo aver conoscuto i veri numeri del Comune, sui quali fino a oggi non c’è stata trasparenza”. “Si stanno correndo rischi di perdere alcuni premi legati al Pnrr, istituiremo una task force per cogliere le opportunità e spendere le risorse per colmare il gap che abbiamo con le altre città”. Altro prerequisito è il decentramento, con l’attribuzione alle municipalità risorse e competenze, “con la possibilità di sottoporre delibere al consiglio comunale”.  Sul primo punto programmatico affrontato oggi, “Finora la smart city è stata declinata attraverso il controllo, invece servono servizi innovativi ai cittadini, efficientamento energetico, possibilità occupazionali“, ha spiegato De Domenico, riferendosi alle telecamere di controllo disseminate sul territorio dall’amministrazione di Cateno De Luca. In progetto c’è un’app “che favorisca il rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione, come per esempio i ricevimenti in videoconferenza, o avvisi e notifiche per i cittadini, ma anche la rilevazione della soddisfazione dell’utenza sui servizi pubblici”. Ci sarà anche un’app per i messinesi fuorisede, “un quartiere virtuale per essere rappresentati ed essere parte integrante della comunità, simbolica più che giuridicamente rilevante, ma necessaria per l’identità messinese”. Poi “digital nomad week”, comune 4.0, un wi-fi libero (e funzionante), un incremento e una diffusione del “south working”, e un regolamento sul lavoro agile. Su Trasparenza e partecipazione attiva, De Domenico parte dalla considerazione che “lo statuto comunale è stato mortificato proprio nella partecipazione, ed è stato ridotto l’accesso agli atti” dalla precedente amministrazione. Poi è previsto il bilancio partecipato, un “forum dei giovani” che abbia rappresentanza nei processi decisionali, con specifico target per gli under 30. Ci sarà spazio per un’istituzione per promuovere l’accoglienza, la partecipazione e la pace, e la partecipazione (in funzione consultiva) degli utenti alle decisioni delle aziende partecipate. Spazio anche ai beni comuni e alle consulte di settore.

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