MESSINA. In 26 ci riprovano, quattordici, per i motivi più vari, dicono stop. E’ così che si sono divisi i quaranta consiglieri comunali che hanno occupato i banchi dell’aula per cinque anni, da luglio del 2013 a due settimane fa. L’ultima volta che Messina li ha visti così numerosi, perchè dal 25 giugno, a sedere su quei banchi saranno in trentadue.

Tra chi vuole ritentare la sorte, il Pd è imbottito di consiglieri uscenti e schiera Angelo Burrascano (eletto col Megafono), Claudio Cardile, Gaetano Gennaro, Libero Gioveni (nel 2013 con l’Udc sempre nel centrosinistra), Antonella Russo e Giuppi Siracusano, mentre con la lista Saitta sindaco ci riprova Lucy Fenech, protagonista del più chiassoso cambio di casacca (era capogruppo di Cambiamo Messina dal basso, è stata designata assessore per la coalizione di centrosinistra).

Anche Sicilia Futura di uscenti ne schiera parecchi: da Nino Interdonato, che è stato indicato come assessore, a Nino Carreri e Alessandro La Cava.

Nel centrodestra fa il pieno Peloro 2023, in cui trovano posto Carlo Cantali, Simona Contestabile, Pietro Iannello (tutti eletti col centrosinistra nel 2013 e passati a Forza Italia nel dicembre 2015 dietro Francantonio Genovese) e Mariella Perrone (di provenienza Udc), mentre ne ospita solo due Ora Messina: Francesco Pagano (anch’egli col centrosinistra nel 2013) e Pierluigi Parisi. In Diventerà Bellissima, dopo una breve parentesi in Fratelli d’Italia, c’è Daniela Faranda (in origine Ncd). Pienone anche in Forza Italia: Giovanna Crifò, in cerca di riconferma dopo aver occupato un posto in consiglio dal lontano 1998 (vent’anni esatti), ma anche Rita La Paglia, (eletta col megafono) e il “bomber” Benedetto Vaccarino (consigliere più votato del Pd e poi a rimorchio di Genovese). Subentrato in consiglio da gennaio, e accomodatosi tra le file dei Dr, Salvatore Serra si è alzato dopo quattro mesi e si è accasato con la lista Bramanti sindaco. Con Insieme per Messina si è accasato Daniele Zuccarello, che eletto nel centrosinistra nel 2003 ha cambiato coalizione, ed ha lasciato per strada sia la candidatura a sindaco, sia la lista Missione Messina (la lista, non il movimento).

In cambiamo Messina dal basso ci riprovano, fedeli alla linea, Ivana Risitano e Cecilia Caccamo, mentre i candidati a sindaco Emilia Barrile e Pippo Trischitta (dimissionario un mese fa) si ripresentano per “spirito di squadra (e per evitare che il voto dato a loro venga disperso).

Chi ha deciso che poteva bastare? Quattordici dei quaranta consiglieri. Carlo Abbate, per esempio, braccio destro di Emilia Barrile che ha deciso di rimanere in disparte per evitare che le conseguenze della condanna in primo grado per “gettonopoli” potesse nuocere alla candidatura a sindaco della presidentessa uscente del consiglio comunale. Lo stesso ragionamento che ha fatto Piero Adamo, e che l’ha indotto ad abbandonare la politica attiva in presenza di un gravame che non voleva macchiasse la sua candidatura. Salutano anche Andrea Consolo e Carmelina David (quasi sempre tra i meno presenti in questi anni), Nicola Crisafi, Nicola Cucinotta e Pippo De Leo.

Tra i veterani, abbandonano anche i loro scranni, dopo vent’anni, sia Mario Rizzo che Franco Mondello (il secondo è stato vicesindaco della giunta di Giuseppe Buzzanca), sancendo così la scomparsa dello scudo crociato in aula consiliare da…praticamente sempre, ma anche Peppuccio Santalco (in attesa di correre per la presidenza della Provincia, quando la Regione si deciderà a stabilire le date e le modalità della tornata elettorale), frequentatore ad intermittenza dell’aula dai tempi della prima repubblica.

Abbandona la contesa, dopo averla inseguita per anni senza mai averla conquistata (tranne quando nel 2016 è subentrato al dimissionario Gino Sturniolo) anche Maurizio Rella, e con lui scompare anche la flebile presenza di Sinistra italiana, ma anche Nora Scuderi e Santi Sorrenti, ai quali è bastata e avanzata la prima esperienza. Discorso diverso, infine, per Fabrizio Sottile. Non si è ricandidato, ma si è occupato attivamente della lista Bramanti sindaco.

 

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