MESSINA. Una piazza Cairoli animata da tricolori e bandiere di Fratelli d’Italia è quella che ha accolto stamattina, 1 giugno, Giorgia Meloni e il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. I due leader della destra hanno partecipato al comizio indetto da Fratelli d’Italia in sostegno del sindaco della coalizione di centrodestra Maurizio Croce.

«Ho deciso di candidarmi per una scelta d’amore dopo la morte di mia madre. – dichiara Maurizio Croce sul palco – In questa citta manca decoro e riqualificazione, è diventata una citta brutta e i giovani vanno via a cercare lavoro altrove. Io ci metto la faccia per i giovani, per tutti loro perché hanno diritto che questa citta torni ad essere una citta bella e attiva di cui andare orgogliosi. Una cosa importante: non avrei mai accettato di fare il candidato sindaco senza la presenza di Fratelli d’Italia, l’ho detto al presidente ma soprattutto all’amico Nello. Le elezioni amministrative di Messina sono diventate una battaglia di civiltà, abbiamo l’obbligo di vincere questa battaglia perché dobbiamo restituire a questa citta. Questa piazza deve essere una piazza dove si grida per motivare ed incitare non per insultare.»

Il presidente della Regione, Nello Musumeci,  ha incitato Croce «Siamo davvero contenti di essere qui. Croce conosce di Messina le emergenze, le fragilità e le potenzialità. Ecco perché è stato scelto dalla coalizione perché abbiamo bisogno di un sindaco che parli di meno e faccia di più. Messina è una citta che ha bisogno di essere amata e l’atto di Croce è un atto di amore, in una citta malata di carestia d’amore. E’ importante essere contaminanti, fare propaganda, vincere questa battaglia. Parliamo di una regione che abbiamo visto rinascere e ricrescere con miliardi e miliardi spesi per le opere pubbliche, siamo la regione preferita in Italia per il turismo, abbiamo tutto esaurito e abbiamo tanto lontana la magistratura che deve occuparsi di mascalzoni. Da quando siamo arrivati noi abbiamo reso il palazzo della regione impermeabile a qualunque ammiccamento e ricatto com’è giusto che sia». Poi si è parlato del patto della Falce, della volontà di costruzione del nuovo plesso delle conferenze e fieristico nella zona falcata. Infine, Nello Musumeci ha concluso ricordando la Conferenza di Messina del 1955, il quale anniversario si celebra in questi giorni.

 

Giorgia Meloni ha, invece, tenuto un comizio nel quale, oltre a sostenere il candidato sindaco del centrodestra, ha parlato di spopolamento al Sud, di fondi infrastrutturali e sul governo Draghi. «migliaia di attività sono state condannate a morte da una politica che siccome non sa fare le cose giuste fa le cose facili. Con noi non ci saranno più amici degli amici sul posto di lavoro. E per questo tutti gli altri sono spaventati». La leader di Fratelli d’Italia ha, poi, ripreso la tematica dell’immigrazione: «La solidarietà sul tema dell’immigrazione illegale non c’entra niente. gli immigrati, disperati, fanno lavori in condizioni che gli italiani non vogliono fare. […]L’immigrazione speculativa é gestita dai poteri forti.» Successivamente, ha trattato anche alcuni temi dei diritti civili e della maternità surrogata: «Utero in affitto. la risposta? Omofoba. Io sono contro gli uteri in affitto perché i bambini non si comprano. Io sono contro l’adozione alle coppie omosessuali.  Lo stato non fa adottare neanche ai single. Ma mica lo stato italiano é singolofobo. Se fai domande sul covid ti danno del No Vax». La manifestazione è terminata con l’inno di Mameli intonato a malapena dalla piazza.

 

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