MESSINA. È stata presentata questa mattina la lista del candidato sindaco Gino Sturniolo, “Messina In Comune”, composta da 32 aspiranti consiglieri comunali. Un’unica lista caratterizza la campagna elettorale di Sturniolo, che per questo si differenzia dagli altri candidati attorniati da più compagini a sostegno. E sempre una sola è la lista presentata nei quartieri: il gruppo, composto anche  da attivisti di Rifondazione comunista, Partito comunista italiano, Potete al popolo, Azione civile e Antudo, si presenterà solo alla V Municipalità, proponendo come presidente Ivan Calì.

«Questa è una lista abbastanza composita: vantiamo all’interno persone con esperienze molto diverse tra di loro, tutte quante accomunate da un impegno politico e civico che in questi anni ha permesso loro di dedicarsi al bene della città». Così esordisce Gino Sturniolo, che al termine del suo intervento introduttivo ha dato la parola ad ognuno dei candidati presenti, sottolineando il carattere civico della lista nonostante al suo interno ospiti diverse forze politiche che, ci tiene a precisare il candidato di “Messina In Comune”, «sostengono con forza le aspirazioni di questo progetto».

«La pluralità di movimenti è importante ed è uno dei nostri punti forti – spiega Sturniolo – Dà un taglio importante e permette la formazione di una modalità di agire politico in cui partiti diversi e persone diverse riescono a costruire un progetto comune. È quello che sta accadendo, e la cosa più bella che si può notare è che all’interno della lista non si avverte alcun tipo di competizione. Tutti stanno lavorando per raggiungere un risultato importante e comune. Chiunque dovesse raggiungere l’obiettivo di entrare all’interno del Consiglio comunale sarà il rappresentante di tutti. C’è la consapevolezza che dopo la campagna elettorale questa aggregazione rimarrà come soggetto politico all’interno di questa città. Una realtà molto variegata ma che sui temi fondamentali continuerà a svolgere la propria attività. Da questo punto di vista, siccome più volte viene tirato fuori il discorso del “voto utile”, noi riteniamo che il voto utile sia quello che viene dato a noi: la preferenza che ci porterà al ballottaggio e, con i consiglieri comunali, in consiglio comunale. In ogni caso sarà sempre il voto che verrà dato a una compagine politica che domani, dopo le elezioni, in città continuerà a svolgere la propria attività, insieme. È il segno dell’esperienza politica che stiamo portando avanti ed è la mentalità con cui ci stiamo presentando a queste amministrative».

«A proposito delle dinamiche elettorali, questa campagna ha degli aspetti che sono un po’ fastidiosi. Lo dico senza nessun problema – chiosa Sturniolo – Tutta questa esibizione della grande quantità di liste, molte delle quali non hanno alcun tipo di ambizione dal punto di vista elettorale, e questa esibizione dal punto di vista di potenza economica, della dimostrazione di capacità di spendere soldi da parte di alcuni candidati, a mio parere stona in un contesto di armonia. Però noi diciamo questo: le competizioni che ci saranno il 12 giugno non cammineranno tutte insieme. La competizione per il sindaco è a sè stante, quella per il consiglio comunale idem e quella per i quartieri rappresenta un’altra cosa ancora. Non è presentando venticinque liste che i voti vanno sul sindaco. Tant’è vero che nel 2013 ha vinto Accorinti con una sola lista e nel 2018 De Luca, che portò allora 6 liste ma nessuna di queste raggiunse il 5%. La stessa cosa accadrà nella competizione per le liste: ogni compagine combatte contro tutte le altre e quelle che stanno insieme all’interno di una coalizione subiscono una sorta di processo di cannibalizzazione».

«Siamo nettamente più forti degli altri dal punto di vista dei contenuti, quindi non ci lasciamo impressionare dal numero di liste: noi concorreremo per la corsa a sindaco ad armi pari, eccetto che per la capacità economica», precisa Sturniolo.

«Per quanto riguarda la costituzione della lista, la decisione di mettermi capolisa è stata fatta non perché io debba essere il candidato che va in Consiglio comunale, ma per una scelta meramente tecnica. È chiaro che avere un candidato con una sola lista è anche un punto di forza, perché quando ci cercheranno ci troveranno facilmente e avranno come capolista il candidato che è anche candidato a sindaco. Si crea una sorta di processo di identificazione», conclude il candidato di “Messina In Comune”, che ringrazia la Mondadori per l’ospitalità.

Di seguito i nomi dei trentadue aspiranti consiglieri comunali:

Di seguito la lista dei candidati al V Quartiere:

Ivan Calì (candidato anche a Presidente);
Giusy Laganà;
Marisa Gemelli;
Ciccio Mucciardi;
David Crea;
Cristina Danaro;
Antonello Quattrocchi.

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