MESSINA. Sette Arena, sei Caruso, cinque Russo, Currò, Rizzo, Grillo, Spadaro e Gentile. Succede, quando i candidati al consiglio comunale sono 762. Succede che le omonimie fiocchino, e rendano complicata la stesura delle liste, costringendo i candidati a ricorrere agli “alias”, ma anche a scelte “strategiche”: come nel caso di due dei cinque Russo, Antonella e Alessandro, entrambi consiglieri uscenti in cerca di riconferma, che benchè siano entrambi tesserati nel Pd, e nell’ultima consiliatura appartenessero allo stesso gruppo dei democratici, alle amministrative si troveranno in due liste diverse, perchè non solo il cognome, ma anche l’iniziale possiedono uguale, e in caso di voto espresso senza l’indicazione per esteso del nome di battesimo, l’assegnazione a uno dei due candidati sarebbe un bel grattacapo. E infatti Antonella Russo si presenta col Pd, Alessandro Russo nella lista De Domenico sindaco. Naturalmente ci sono altri cognomi ripetuti: Calabrò, Carbone, Costa, Cucinotta, D’Arrigo, Lo Presti, Minutoli, Mondello, Oliveri, Pagano, Previti, Romeo per quattro volte, poi altri venti cognomi che si ripetono tre volte, e cinquantatré che si ripetono per due volte. Ma non c’è niente da stupirsi: secondo il sito cognomix il cognome più diffuso in città è proprio Arena, seguito da Russo, Costa, Cucinotta e Donato. Visto l’altissimo numero di candidati, e quindi l’estrema frammentazione del voto, proprio per evitare di perdere qualcuno per confusione o errori nell’urna, ci si è sbizzarriti con gli “alias”, l’affiancamento a nome e cognome del “detto”, un altro elemento identificativo per evitare annullamenti della preferenza. E’ il caso dei due assessori della giunta uscente dimissionaria di Cateno De Luca: Dafne Musolino detta Daffine e Massimiliano Minutoli detto Macs (letterale…). A pesare su questi alias sono certamente le dirette dell’ex sindaco che dai suoi gabinetti di guerra più volte ha pronunciato, storpiandoli, i loro nomi alla “messinese”. Libero Gioveni “copia” il Cateno De Luca delle regionali del 2017, e accanto al “detto Libero” ci piazza un inspiegabile “detto Messina”. Ci tiene ad essere a prova di errore anche il consigliere uscente di Ora Sicilia Giandomenico La Fauci, che per il si e per il no ha declinato tutte le possibili variazioni del suo cognome (Lafauci detto Lafauce detto Lefauci detto Laface) e come sovrappiù gli ha piazzato pure il nomignolo, “Giando”. Ironia della sorte, immediatamente dopo, nella stessa lista, c’è Therese Isabelle Laporte, che come La Fauci ha optato per non lasciare intentato nulla: “detta Teresa, detta Terese, detta La Porte, detta La Porta, detta Gimelli”, De Stefano che il 99% dei votanti scriveranno Di Stefano (e imfatti si è premurato di comunicare la possibilità in scheda), e un Michele “detto Michael, detto Lino, detto Tanino”, così, giusto per stare al sicuro, un “affettuoso” Giovambattista detto Giambi, e un americaneggiante Lucreziano detto Lucky. Non mancano un Boemi “detto Buemi”, Buonocore detta “bonocuore”, Signoriello detto “Signorello”, Pennizzotto detta “Pinnizzotto”, Rosa Bella detta “Rosabella”, probabilmente per crasi di nome e cognome, Ciliberto detto “Sciliberto” o “Giliberto”, giusto per mettersi al sicuro, ma niente batte Stratsferik, che non è un nuovo supereroe, ma l’alias imposto dal candidato Sergio Eburnea.

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Marcella MILLIMAGGI
Marcella MILLIMAGGI
21 Maggio 2022 8:45

Mi domando perché mai il candidato Jesus non abbia aggiunto l’alias Nazareno, magari con due Z per messinisezzarlo