“Why don’t you?” Il titolo di questo blog rende omaggio all’omonima rubrica che nel 1936 su Harper’s Bazaar America lanciò una delle menti più geniali e carismatiche nel campo della moda: Diana Vreeland.
La Vreeland fu pioniera della definizione del ruolo della Fashion Editor, diventando lei stessa un’icona di stile. Da Harper’s Bazaar approda a Vogue dove da subito compie una rivoluzione eliminando i mannequins disegnati e presentando alle lettrici servizi fotografici con modelle inserite in contesti narrativi specifici, veri e propri reportage di moda, come siamo abituati a vederne nei periodici di oggi.
La rivista di moda non fu più la stessa, grazie alla Vreeland divenne un manifesto di femminilità, grinta e forza, caratteristiche che influenzeranno la donna del ‘900.
Why don’t you… dispensava consigli di grande originalità e metteva in scena il gusto straordinario della sua autrice coniugandolo con un’attitudine tutta americana :“Think big, make big”.
Tale spinta modernizzatrice, venne portata avanti, anche e soprattutto, a colpi di eccentricità. “Why don’t you…”: Perchè non… lavare i capelli di vostra figlia con dello champagne francese così da dargli un color oro delizioso? indossare di giorno guanti di paillettes oro?mettere in mostra i tuoi averi in una borsa trasparente? trasformare il vostro vecchio cappotto di ermellino in un accappatoio? tenere in mano un grande bouquet come se fosse una bacchetta magica?
Proposte irriverenti e divertenti che definivano una personalità unica.
Oggi siamo abituati più o meno a tutto ma forse queste provocazioni sembrano ancora bizzarre. La sfida è quella di trovarne di nuove, sbirciando tra le proposte degli stilisti e dello street style, cercando di orientarci in questo flusso in continua evoluzione che è la Moda, lo strumento più immediato di rappresentazione dell’identità di ognuno di noi.

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