MESSINA. Le scuole sono state chiuse, ma non per chi ci lavora dentro. Dopo l’ordinanza “esplosiva” di venerdi scorso, in cui il sindaco di Messina ha messo i sigilli a tutti i plessi scolastici di competenza della Città metropolitana e del comune di Messina, oggi arriva la precisazione: le scuole sono chiuse, ma solo per le attività didattiche. Che ad agosto non vengono comunque svolte.

“In merito all’ordinanza – scrive il sindaco – si chiarisce che la stessa fa riferimento alla chiusura dei plessi scolastici destinati esclusivamente alle attività didattiche (aule, laboratori, ecc.), pertanto sono esclusi tutti gli ambienti destinati alle attività extrascolastiche (presidenza, segreteria ecc.)”.

“Pertanto – si legge nella nota inviata ai dirigenti scolastici degli istituti superiori – sono esclusi tutti gli ambienti destinati alle attività extrascolastiche (presidenza, segreteria, ecc.). La presente nota – continua De Luca – viene redatta esclusivamente al fine di poter chiarire che tutte le attività che non hanno attinenza con quelli didattiche possono proseguire, ivi incluse quelle che i dirigenti scolastici, destinatari dell’ordinanza di cui in oggetto devono, correttamente e celermente, effettuare in adempimento della stessa”. La nota, Cateno De luca l’ha mandata in qualità di sindaco metropolitano.

Le scuole, quindi, sono pericolose per gli studenti, ma non per i dipendenti che ci lavorano dentro. L’ordinanza, De Luca l’aveva firmata dopo un confronto con il Responsabile provinciale dei Vigili del Fuoco. “La situazione emersa crea inquietudine e molta preoccupazione – aveva dichiarato – per l’assenza di  un quadro chiaro e definito della situazione riguardante lo stato dell’arte di ogni singolo plesso scolastico”.

Nell’ordinanza di chiusura delle scuole pubbliche cittadine “di ogni ordine e grado” emanata dal sindaco, si fa espressamente riferimento a pericolosità dei plessi: si prende atto, infatti, “della situazione di emergenza in cui versano gli edifici scolastici di pertinenza del Comune di Messina, a seguito dei sopralluoghi hanno evidenziato le criticità strutturali dei plessi e per carenza della certificazione inerente la sicurezza dei luoghi”, e poi si specifica che “è stata constatata l’inadeguatezza di gran parte degli immobili agli standard richiesti pertanto la attuale situazione non garantisce livelli minimi di sicurezza agli intenti”, ma anche che “la situazione economica dell’ente non consente, nell’immediato, l’adeguamento delle strutture scolastiche alla normativa vigente in materia di sicurezza”. Un problema, questo, in vista della riapertura delle scuole, quando o l’ordinanza sarà ritirata, o non si andrà a scuola.

Quindi l’amministrazione da un lato dichiara la pericolosità degli immobili, ma dall’altro lascia che dentro vi si continui a lavorare (ma non a fare lezione).

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