MESSINA. Partire dal Canton Ticino, allenarsi per giorni nelle acque messinesi, tra città e province ionica e tirrenica, per compiere la traversata dello Stretto. A delfino. È la sfida di Alessandro Veletta, star dell’air guitar, wrestler, tenore e nuotatore che già nel 2014 ha attraversato a nuoto i 14 km che separano le due sponde del lago d’Orta, in Piemonte. Una traversata, quella dello Stretto da attraversare nuotando solo in stile delfino, che però non puntava solo alla gloria. In contemporanea con l’impresa infatti è partita una raccolta fondi favore dell’Associazione Franca. «Nuoterò anche per attirare l’attenzione su uno dei problemi ambientali del nostro tempo – ha spiegato Veletta – la dispersione di plastica nella natura. Noi nuotatori non possiamo essere insensibili agli oltre 10 milioni di tonnellate di plastica che annualmente finiscono in mare. Farò a delfino andata e ritorno. Penso che sia la più difficile impresa mai tentata fino ad ora. Non ci vorrà solo un grande allenamento, ma anche grande cuore». Siciliano d’origine e svizzero d’adozione, Veletta è arrivato in Sicilia una settimana fa, e si è allenato nelle acque di Milazzo, Marinello e Taormina, non rinunciando a una granita, una birra dello Stretto, ma riservandosi l’arancino per la fine della traversata. Che non è andata come avrebbe voluto. O forse si, seppure terminando in maniera dolceamara. “Ho lottato contro Scilla e Cariddi per 3 ore facendo 7km nello stretto di Messina sempre a delfino contro corrente molto più forti del solito. Il traguardo dell’impresa è comunque raggiunto ma la natura va sempre rispettata anche nei suoi stravolgimenti. Dopo 3 ore ho dovuto farmi da parte e ringraziare il mare perché è stata la cornice perfetta per questa impresa”, ha scritto sul suo profilo Facebook, annunciando che la sua avventura diventerà un documentario.

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