MESSINA. “Verifiche sullo stato di attuazione e sul raggiungimento degli obiettivi intermedi del Piano di riequilibrio del comune di Messina, relative al primo e secondo semestre degli esercizi 2023 e 2024″. La Corte dei conti torna a bussare (come fa ogni semestre) al portone di Palazzo Zanca, per sapere come vanno i pagamenti dei debiti che il comune di Messina ha inserito nel piano di riequilibrio (presentato dall’allora sindaco Federico Basile ma elaborato dall’amministrazione di Cateno De Luca) per salvarsi dal dissesto finanziario, e che la stessa Corte ha approvato nell’estate del 2023.

Stavolta, però, ai magistrati contabili qualcosa non è tornato: “La documentazione pervenuta non ha consentito di comprendere compiutamente la coerenza d’insieme dei collegamenti delle informazioni finanziarie – scrive la Corte dei conti – a partire dalle rilevazioni contabili fino all’articolazione dei correlati dati analitici esposti nei prospetti extracontabili. Lo scopo di questa ulteriore richiesta è pertanto quella di evidenziare le divergenze rilevate, al fine di consentire a codesto ente di effettuare le necessarie riconciliazioni, per ricondurre alle connesse rilevazioni contabili i riferimenti quantitativi delle passività del Piano esposte nelle diverse fonti documentali”.

In particolare, indicano i magistrati, ci sono 11 milioni e 405mila euro di debiti fuori bilancio ancora da riconoscere e finanziare, relativi al secondo semestre 2024. Il problema è che al 31 dicembre 2024 il Comune aveva indicato debiti per 8 milioni e 934mila euro, e quindi “ballano” due milioni e mezzo, sui quali la Corte dei conti chiede spiegazioni. Nello stesso prospetto, si indica il riconoscimento complessivo nel 2023 e 2024 di un valore originario di 16 milioni e mezzo, mentre l’ente indica un effettivo importo da pagare più elevato, 18 milioni e 741mila euro. “Si chiedono chiarimenti su tale scostamento”, indicano i magistrati contabili.

Ancora, si chiede al Comune “Con riferimento al 2023 occorre riconciliare gli impegni contabili“: sostanzialmente, i debiti censiti a giugno 2023 vanno “accordati” con gli importi comunicati dei debiti riconosciuti e impegnati, e con i prospetti inviati sulľ’evoluzione esercizio. Lo stesso è richiesto per le rateizzazioni e per i contenziosi pendenti inclusi nei “Debiti fuori bilancio potenziali con giudizi pendenti”. La stessa cosa, successivamente, la relazione la chiede anche per l’anno 2024, per tutte le voci

Poi ci sono le transazioni sui debiti del piano, una storia vecchia e travagliata, per le quali la Corte dei conti richiede gli impegni dell’esercizio da riconciliare sia con gli importi comunicati dei debiti fuori bilancio riconosciuti e impegnati nell’esercizio, sia con i prospetti sull’articolazione per singola posizione e con l’ammontare delle riduzioni del contenzioso per transazioni per oltre 19 milioni di euro, indicato nel prospetto sull’evoluzione del contenzioso. Nel caso in cui successivamente alla ricognizione di debiti se ne siano aggiunti altri, i giudici contabili chiedono di specificarne la natura.

Per ultimo, la Corte dei conti vuole spiegazioni sul contenziosi extra piano, le dispute legali che il Comune ha con potenziali debitori e che non sono state inserite nel piano di riequilibrio. “Nell’allegato 3.5 da ultimo trasmesso si espone la riduzione del contenzioso extra piano nel 2023, per un ammontare pari ad euro 20.302.230,99, ricondotto genericamente alla stipula di transazioni”, e i magistrati contabili esigono un po’ più di precisione da parte degli uffici finanziari di Palazzo Zanca: quindi creditore, ammontare della transazione (il cui totale deve corrispondere a 20.302.230,99), debito residuo da saldare al 31.12.2024, annualità di ripiano a partire dal 2024, indicazione dei pagamenti.

Sempre per i contenziosi extra piano, qualcosa non torna alla Corte dei conti: “Nell’evoluzione dell’esercizio 2024 l’importo dalla diminuzione del contenzioso per sentenza di condanna, pari ad euro 1.387.629,18, indicata nel primo foglio di riepilogo non coincide con l’articolazione analitica per singola posizione del successivo foglio “extra-piano”, il cui totale inferiore e pari ad euro 389.542,62. Si chiede pertanto di risolvere la predetta discordanza“, scrivono.

C’è una transazione in particolare che non quadra, ed è quella relativa al credito vantato dall’impresa di costruzioni Ricciardello, per la quale, si legge nella relazione, “è indicata una diminuzione per transazione per euro 82.721.440,02, che sembrerebbe riconducibile a quella descritta a pag. 64 della delibera 232/2023/PRSP in cui tuttavia il debito residuo da ripianare attestato dall’ente è ampiamente inferiore e pari ad euro 13.500.000. Si chiedono chiarimenti sullo scostamento rilevato.

Per ultimo, si chiede di comunicare i trasferimenti ricevuti negli esercizi dal 2022 al 2024 (di fonte statale e regionale) destinati specificatamente alla riduzione del disavanzo o al piano di riequilibrio.

Il comune di Messina ha risposto inviando quattro tabelle di chiarimento.

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