VIBO VALENTIA. Ha anche radici messinesi la ricerca pubblicata sul “Journal of Radiological Review”, la rivista della Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM), riguardante alcuni aspetti clinici della variante Omicron del Coronavirus. Giancarlo Gismondo-Velardi infatti, medico messinese trasferito sei anni fa a Vibo Valentia, dove ora è medico radiologo in servizio all’ospedale “Jazzolino” ha preso parte alla stesura dell’articolo, dopo una serie di osservazioni fatte durante la pratica clinica.  «Ci siamo accorti- ha spiegato Gismondo-Velardi- che la variante Omicron, contrariamente alle altre produce catarro. Con la tac si vedono facilmente i bronchi pieni di muco anche in pazienti non fumatori e che non hanno mai avuto broncopatie e in automatico cambiano la clinica e la diagnostica da seguire». L’idea di Gismondo-Velardi, che ha consdotto lo studio insieme ai colleghi Letterio Militano e Ilaria Trecroci è stata principalmente quella di consigliare ai radiologi di guardare anche ai bronchi durante gli esami e gli accertamenti di casi positivi al Covid. Soprattutto nei casi più avanzati infatti succede che i bronchi si vanno a ostruire e si può portare alla mancanza di aerazione del polmone (atelettasia polmonare) e la conseguente perdita di volume. «Cambia l’iter di trattamento del paziente – ha spiegato- o si aggiungono dei mucolitici o, nei casi più avanzati viene fatta una disostruzione tramite broncoscopia, quindi un ricovero in chirurgia toracica. Capire questa cosa è importante per la diagnosi, per la prognosi e per la terapia: in particolare per i soggetti anziani o privi di terza dose di vaccino, nei i quali può causare un’atelettasia polmonare di varia gravità. E mentre la pubblicazione è tra le prime sull’argomento, in Corea, quasi in contemporanea, è stata pubblicata una ricerca che conferma la tesi. Qui il testo della pubblicazione, accessibile tramite solo tramite un istituto https://www.minervamedica.it/it/riviste/radiologia-medica/articolo.php?cod=R24Y2022N03A0165 

 

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