MESSINA. Continua la storia travagliata dei reperti archeologici messinesi. A prendere la parola sulla vicenda Alessandro Russo, consigliere comunale del Partito Democratico che in un’interrogazione rivolta all’ Assessore alle Politiche Culturali e Turismo Enzo Caruso fa il punto sulla situazione partendo dalle origini. 

Era il 9 giugno del 2022 infatti quando con il “Bando di procedura aperta per la concessione a terzi della gestione di aree archeologiche comunali ai sensi dell’art. 60 del D. Lgs. 50/2016 e ssmmii” veniva aperta una selezione che avrebbe visto vincitrice l’associazione ArcheoMe. L’associazione si sarebbe dovuta anche occupare della tomba a camera di Largo Avignone, l’Antiquarium di Palazzo Zanca, l’area archeologica di Palazzo Zanca e gli scavi di Largo San Giacomo, beni che non vennero consegnati perché “non erano ancora pronti per la consegna a causa di condizioni di accessibilità non consentite (mancanza di chiavi o presenza di lavori in esecuzione che ne impedivano la presa in consegna)” scrive Russo.

Dopo un sopralluogo nell’autunno del 2022, secondo quanto racconta il consigliere: “L’associazione ArcheoMe riscontrava come la condizione interna dell’Antiquarium comunale fosse contraddistinta da una generale situazione di trascuratezza e necessaria di interventi di riqualificazione prima della presa in consegna al fine della riapertura al pubblico e che per tali interventi la stessa concessionaria ArcheoMe avesse dichiarato la propria disponibilità a eseguire detti lavori di adeguamento, circostanza successivamente esclusa dall’Amministrazione.” e “Nel marzo 2023, l’Amministrazione comunale provvedeva a convocare per un tavolo tecnico l’associazione ArcheoMe per stabilire e concordare un percorso di assegnazione degli spazi dovuti e che da tale tavolo tecnico emergesse come le condizioni dell’Antiquarium richiedessero interventi riparativi e di riqualificazione da eseguire a carico dell’Amministrazione comunale”.

“Nel periodo in questione -spiega Russo- nonostante ArcheoMe non avesse ancora la disponibilità dei luoghi oggetti della concessione, la detta associazione comunque provvedeva all’onere del pagamento della copertura assicurativa per i reperti archeologici conservati presso l’Antiquarium comunale, pagando un premio assicurativo di euro 400,00. In successivi incontri, nel maggio 2023, la concessionaria procedeva a effettuare un sopralluogo tecnico presso la tomba a a camera di Largo Avignone, anch’essa rientrante nella concessione aggiudicata, e che da tale sopralluogo emergessero numerose criticità, quali la mancanza di una necessaria passerella pedonale per la fruizione e problemi strutturali di infiltrazione di acqua dalla soprastante scalinata Zuccarello. Alla visione delle condizioni della tomba a camera, l’ArcheoMe proponesse all’Amministrazione di poter realizzare i lavori necessaria alla riapertura dello spazio in sicurezza ma che anche in tale circostanza l’ipotesi è stata rigettata dall’Amministrazione, supportata dalla Soprintendenza di Messina, la quale ha ribadito come, a norma del bando di concessione (par. 6), ArcheoMe non potrebbe eseguire alcun lavoro a proprie spese all’interno delle aree oggetto del bando stesso”

Infine nel novembre 2023, si tiene un incontro per la gestione dei siti archeologici di proprietà del Comune di Messina alla presenza della Soprintendenza, del direttore generale dell’Ente, dell’assessore alle politiche culturali e del rappresentante legale della concessionaria ArcheoMe e che anche in tale sede, ArcheoMe comunica la perdurante situazione assenza di consegna a proprio favore delle aree oggetto della concessione sempre per le ragioni strutturali e di accessibilità che sono emerse successivamente all’aggiudicazione del bando pubblico.

“Quali iniziative – scrive Russo- ha alla data odierna intrapreso l’Amministrazione al fine di procedere alla eliminazione dei problemi strutturali che impediscono l’assegnazione delle aree alla concessionaria ArcheoMe, per le quali si era formalmente impegnata nel novembre 2023. Segnatamente: lavori di ripristino e riqualificazione degli spazi interni dell’Antiquarium comunale; lavori di realizzazione di una passerella pedonale nei locali della tomba a camera e contestuale messa in sicurezza dal percolamento idrico del soffitto. Se i lavori in corso nell’area interna di Palazzo Zanca siano oggettivamente terminati in data 31.12.2023 e se gli spazi interni siano stati pertanto consegnati ad ArcheoMe. Quali tempistiche di realizzazione e con quali risorse concrete l’Amministrazione intenda porre rimedio alle evidenti carenze di parte aggiudicante che ha fino a oggi impedito la consegna dei siti alla associazione ArcheoMe. Se non ritenga opportuno, in considerazione della mancata consegna delle aree che dal 2022 si continua a perpetrare ancora fino alla data attuale, quasi a due anni dalla aggiudicazione della gara, proporre alla medesima concessionaria una proroga del periodo di concessione al fine di poter effettivamente consentire, secondo i fini e le tempistiche del bando pubblico, il diritto/dovere del concessionario di gestire e valorizzare con la dovuta tempistica i siti archeologici interessati.”

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