MESSINA. Con il voto in consiglio comunale, il comune di Messina approva la rimodulazione del piano di riequilibrio con possibilità, in caso di approvazione da parte del ministero dell’Interno, di spalmare i debiti dell’ente per vent’anni, invece che i dieci originariamente previsti dal primo piano di riequilibrio. In pratica, il Comune avrebbe possibilità di ripagare le passività entro il 2033 invece che il 2023.

L’aula si è espressa con dodici voti favorevoli, quattro astenuti ed altrettanti contrari. “La decisione di votare favorevolmente è stata assunta, quindi, nell’esclusivo interesse della Città e solo a seguito di precisi impegni assunti dall’Amministrazione, presente in aula con gli assessori Enzo Cuzzola e Guido Signorino. La Giunta, infatti, si è impegnata a coinvolgere il Consiglio comunale nel processo di rimodulazione del piano, assicurando che sarà individuato un percorso condiviso e partecipato”: hanno commentato così Claudio Cardile, Gaetano Gennaro e Giuseppe Siracusano, i tre consiglieri del Partito Democratico che hanno votato si alla manovra (Antonella Russo si è astenuta). Insieme a loro, a votare a favore della proposta sono stati Carlo Abbate e  Libero Gioveni (Gruppo misto), Cecilia Caccamo, Maurizio Rella e Ivana Risistano (Cambiamo Messina dal basso), ed i consiglieri di centrodestra Giuseppe Santalco (Felice per Messina),  Giovanna Crifò e Pippo Trischitta (Forza Italia) e Benedetto Vaccarino (Grande sud). “Ritengo questa una opportunità troppo ghiotta per il futuro della città – ha spiegato Libero Gioveni – perchè rendere più sostenibile il piano di rientro dai debiti non può che favorire le Amministrazioni future (compresa quella che si insedierà quest’anno) garantendo più risorse in cassa e quindi servizi più numerosi e di qualità.

Astenuti, oltre la Russo, anche la presidentessa del consiglio Emilia Barrile, Franco Mondello (Centristi per la Sicilia) e Simona Contestabile (Progressisti democratici), contrari Daniele Zuccarello (misto) ed i tre consiglieri di Sicilia Futura  Nino Carreri, Nino Interdonato e Santi Sorrenti.

E’ stato votato l’emendamento proposto da Santalco che obbliga il Comune, all’interno dei vent’anni previsti dal piano, a limitare la proroga agli anni che effettivamente serviranno per pagare i debiti. Adesso ci sono 45 giorni per approntare le modifiche al piano originario del 2013.

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