MESSINA. Esiste una “situazione di oggettivo pericolo per la salute e l’ambiente, a causa della mancata bonifica dei torrenti ricadenti nel territorio del comune di Messina”, quindi, visto che la stagione delle “bombe d’acqua” bussa alle porte, forse è il caso di darsi una mossa.

Non proprio in questi termini, ma il cuore dell’ordinanza sindacale firmata da Renato Accorinti e diretta all’assessore regionale all’Ambiente Maurizio Croce ed alla dirigente del dipartimento allo Sviluppo territoriale Dorotea Di Trapani è questo: pulite, e alla svelta, quei cinquanta torrenti che attraversano trasversalmente la città. Ma perché ci si è ridotti a segnalare la circostanza a un terzo già trascorso di settembre (considerato anche che per la pulizia dei torrenti si sta già lavorando)?

Perché, come scrive il dirigente comunale all’Ambiente Romolo Dell’Acqua, nonostante il Comune mandi note su note agli uffici regionali da febbraio, “ad oggi non è pervenuta alcuna comunicazione da parte dei suddetti dirigenti del dipartimento regionale e dell’ufficio territoriale sulla programmazione degli interventi”.

Questo, e il fatto che quando queste note sono arrivate a destinazione, la scrivania sulla quale sono atterrate non era quella giusta, secondo la Prefettura di Messina. Ad aprile, infatti, Accorinti aveva firmato un’ordinanza sindacale con la quale intimava a Dorotea Di Trapani di “dare immediate disposizioni agli uffici regionali preposti, per la redazione di un relazione dettagliata sullo stato dei torrenti ricadenti nel territorio di questo Comune”: un mese per la relazione, quindici giorni per dare “immediate disposizioni” per l’esecuzione dei lavori, e tre mesi massimo per eseguirli. Senonchè, ad oggi non c’è nemmeno l’ombra di relazione, disposizioni e lavori. 

Anche perchè la dirigente regionale a maggio aveva proposto ricorso gerarchico alla Prefettura contro l’ordinanza. Prefettura che, il giorno prima di ferragosto, il ricorso lo ha accolto, “consigliando” al Comune di revocare in autotutela l’ordinanza a carico di Dorotea Di Trapani, ma di predisporre comunque un “analogo provvedimento indirizzato al competente assessorato regionale al territorio e ambiente”. E così, la “patata bollente” è finita tra le mani dell’assessore regionale Maurizio Croce.

Nel frattempo, i torrenti hanno continuato a riempirsi di vegetazione in crescita incontrollata e spazzatura accumulata nel tempo, pronti a tracimare rovinosamente al primo temporale un po’ più forte della norma. Negli alvei dei torrenti, però, si sta lavorando. Senza la Regione, che è stata sollecitata per l’ennesima volta. Un altro mistero burocratico che testimonia il caos e l’approssimazione intorno al tema.

squadre al lavoro nell’alveo del torrente san Michele

 

la mappa dei torrenti di Messina

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Mario
Mario
9 Settembre 2017 9:19

In realtà la competenza per la manutenzione e pulizia degli alvei è dell’assessorato agricoltura. L’assessorato territorio e ambiente, tramite il genio civile, interviene solo per il rilascio del nulla osta ai fini idraulici per le opere di regimentazione, risagomatura ecc