MESSINA. “Voglio vivere in una città civile e pulita. Di cui non debba provare vergogna”. Il ragazzo che vedete in foto ha 35 anni e di mestiere fa il videomaker. Ha lavorato tutto il giorno e poi, verso le sette e mezza, malgrado la stanchezza, è sceso in strada con una pala per portare un minimo di decoro e rimettere all’interno dei cassonetti un po’ dell’immondizia sparpagliata per metri e metri nella strada sotto casa. Non vuole essere ripreso in faccia perché non vuole passare per un eroe o per un simbolo: sta facendo ciò che non gli spetterebbe ma che sente il dovere di fare. Un dovere morale. Un dovere civico. Per vergognarsi un po’ di meno di una città in cui non si riconosce più. “Sono passate decine di macchine ma nessuno mi ha chiesto se avessi bisogno di aiuto”, racconta mentre continua a spalare. “Io non so di chi siano le responsabilità di tutto questo”, spiega, “ma non me la sentivo di restare con le mani in mano”. 

Intanto tutta la parte alta dell’Annunziata, da contrada Sorba alle ultime palazzine di contrada Catanese, continua a essere sommersa di rifiuti, trasportati dal maltempo di sabato notte in mezzo alla carreggiata e ai bordi delle strade piene di erbacce incolte. Accumulata da giorni nei cassonetti, fra frigoriferi, mobili e materassi abbandonati, l’immondizia è stata trasportata dappertutto dal vento e dalle intemperie, causando disagi agli automobilisti e ai pedoni, costretti ad evitare i numerosi sacchi di spazzatura e i detriti riversi sul selciato.

 

 

 

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