MESSINA L’Associazione Ionio lo sostiene da tempo: il rilancio economico e sociale dei villaggi collinari della zona sud non può che passare dal recupero e da una adeguata valorizzazione del ricco patrimonio di risorse agricole, storiche e culturali. Luoghi che altrimenti sarebbero, o lo sono già, destinati allo spopolamento, all’aumento del dissesto idrogeologico e alla devastazione da parte di attività illecite. Una lettura critica del presente ma anche la consapevolezza che si possono ancora individuare strumenti politici ed economici per invertire questa tendenza. Ed è proprio con queste motivazioni e con questo spirito che i membri dell’associazione portano avanti da anni iniziative e proposte per definire una volta per tutte la questione Chiesa Normanna di Mili San Pietro.

E adesso, a quanto pare, l’iter verso il recupero definitivo del bene, soprattutto grazie a una maggiore pressione e azione di sensibilizzazione verso gli attori istituzionali, sta prendendo un cammino più spedito. Proprio ieri si è svolto un primo tavolo interlocutorio per confrontarsi su un’ipotesi di piano operativo attuabile nel breve periodo. Oltre all’Assessore Federico Alagna e al Presidente dell’Associazione Ionio Eugenio Enea (promotori dell’incontro) hanno partecipato anche i funzionari della Soprintendenza BB.CC.AA., dell’ufficio Fec della Prefettura di Messina e della Curia. La soprintendenza, rappresentata dall’architetto Vinci, ha informato i presenti su un progetto già pronto e finanziabile dal Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno (proprietario del bene) per il restauro del portone cinquecentesco, vandalizzato nel 2014 e nel 2016. Mentre la Curia di Messina (concessionario del bene e rappresentato da Salvatore Perrone) sarebbe disposta a ripristinare l’impianto elettrico della Chiesa e valutare la possibilità di collaborare con le associazioni per le visite al monumento, non appena verrà revocata l’ordinanza di chiusura del 2012. L’Ufficio FEC, rappresentato da Pietro Lione, ha sottolineato la necessità di intervenire anche sul monastero circostante e, ancora prima di procedere all’esproprio, richiamare i proprietari alle loro responsabilità di messa in sicurezza delle strutture fatiscenti. L’assessore Alagna ha poi concluso l’incontro annunciando che sarà presto convocato un sopralluogo con i Dipartimenti ai lavori pubblici e alla pubblica incolumità, per ultimare alcuni lavori di messa in sicurezza nelle aree di competenza comunale. L’associazione Ionio è ottimista: “Il tavolo interlocutorio ha visto finalmente incontrarsi tutti gli attori che possono risolvere l’annosa questione della Chiesa Normanna. Dopo tanti anni, forse siamo vicini all’apertura e crediamo che la sinergia tra pubblico e associazioni può essere un modello anche per una futura gestione del bene. Ma almeno fino a quando non sarà realizzato il piano operativo discusso oggi, terremo sempre alta l’attenzione sull’ argomento’’.

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