MESSINA. In copertina, una foto della gloriosa curva sud del Celeste ed un Pietro Sportillo d’annata che sembra essere inghiottito dalla marea giallorossa che monta dalla tribuna, e come titolo “Messina, dal paradiso ad un inferno nostalgico“.

È un articolo del sito olandese Staantribune, “la rivista sulla cultura del calcio”, come recita il profilo twitter del magazine, in cui si paragona il viaggio del “sommo poeta” alla discesa dalle stelle della serie A del 2004/05 alle stalle della serie D, con vicissitudini societarie annesse.

Dante Alighieri descrisse nel XIV secolo un viaggio immaginario dall’inferno al paradiso nel suo capolavoro La Divina Commedia. Un viaggio che ha fatto il club siciliano FC Messina, ma nella direzione opposta. Sfortunatamente, in questo caso non è un viaggio immaginario, ma la dura realtà”, scrive Francesco Sollima, l’autore, nel ricordare le imprese di Alessandro Parisi e Arturo Di Napoli nella partita con il Como che segnò il ritorno in serie A dopo quarant’anni e l’addio al Celeste, l’incredibile vittoria, all’esordio nella nuova serie e nel nuovo stadio San Filippo, contro la Roma per 4-3 grazie al pallonetto di Riccardo Zampagna, e quella ancora più clamorosa della vittoria contro il Milan a domicilio, a San Siro, con le memorabili reti di Mimmo Giampà e di nuovo di Zampagna, ma anche l’inatteso 2-1 casalingo contro l’Inter firmato da Di Napoli e dal fino a quel momento non brillantissimo Rafael. Il settimo posto, ad un soffio dalla zona Uefa, e una stagione che resterà nella storia.

Poi tutto finisce. “Le due stagioni successive sarebbero state l’inizio dell’inferno”, scrive Sollima. Le infauste esperienze di Giampiero Ventura e Bruno Giordano in panchina, i rarissimi sprazzi di luce, la retrocessione, il ripescaggio, un’altra retrocessione, poi la cancellazione, il fallimento, la caduta nelle serie dilettantistiche, la parentesi in serie C, il ritorno negli inferi del calcio.

L’ultimo capitolo, molto appropriatamente, Sollima lo intitola “nostalgia”. Dopo aver riportato la cronaca, con la presidenza di Pietro Sciotto e lo stentatissimo inizio di campionato e l’ambizione di tornare a giocare al Celeste, la conclusione è affidata alla speranza: “I sogni e le ambizioni non hanno mai lasciato la città e consentono ai sostenitori di mantenere la speranza, in attesa di tempi migliori nello stadio in cui Messina ha vissuto due promozioni precedenti al più alto livello. ‘Non c’è due senza tre’, dice un vecchio detto pieno di speranza che i siciliani amano usare. Se ciò è vero, si vedrà in futuro”.

E l’augurio? Affidato al post di Twitter che lancia il pezzo: “Quella della squadra di calcio messinese è una storia costellata da tentativi ed errori. Ma i siciliani non si arrendono. Il presidente Sciotto intende tornare in serie B il prima possibile”.

 

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