MESSINA. «Non voglio entrare nel merito delle polemiche che hanno preceduto la visita del Dalai Lama a Messina, né è mia intenzione alimentarne altre». Inizia così una nota del presidente provinciale di Confcommercio Carmelo Picciotto, che “a mente fredda” punta il dito contro le mancate ricadute economiche dell’atteso incontro con il leader spirituale al Vittorio Emanuele. «È giusto rilevare – scrive Picciotto – che quello che è stato proposto come un grande evento per la città alla resa dei conti il nostro tessuto produttivo non se n’è nemmeno accorto. Questa mia considerazione deriva dalle legittime lagnanze dei commercianti, i quali si sarebbero aspettati una città presa d’assalto da quanti avrebbero desiderato incontrare il Dalai Lama. Probabilmente, la scelta di fare pagare il biglietto d’ingresso al Teatro non è stata congeniale, se è vero che a Messina domenica scorsa non s’è avuto un picco di presenze forestiere. Desidero che questa mia considerazione non venga strumentalizzata da alcuno, ma che serva da monito per il futuro. Se gli amministratori manifestano il desiderio di organizzare grandi eventi in città è doveroso che si porti avanti un lavoro sinergico e funzionale quindi al motore della nostra economia: ovvero il commercio. Cosa che auspico avvenga per piazza Cairoli, dove i commercianti continuano a lamentarsi nonostante il restyling», conclude l’esponente di Confcommercio .

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