MESSINA. Il dirigente del comune di Messina Riccardo Pagano, che due anni fa, a ottobre del 2019 era stato esautorato dal suo ruolo di dirigente alla Protezione civile e difesa del suolo  a causa della decisione del sindaco Cateno De Luca di ridurre drasticamente l’organigramma dirigenziale del comune di Messina, è stato reintegrato nel suo ruolo a palazzo Zanca da una pronuncia della giudice della sezione lavoro del tribunale di Messina Rosa Bonanzinga, che ieri 23 novembre ha accolto il ricorso del dirigente, nel corso del sub procedimento cautelare in corso di causa.

Riccardo Pagano, due anni fa, non era stato confermato nel ruolo di dirigente da De Luca, ed era stato posto in “disponibilità”, in ottemperanza alla riduzione dei dirigenti di Palazzo Zanca a nove voluta da De Luca per la “spending review” del comune di Messina: insieme a Pagano, furono “fatti fuori” anche Romolo Dell’Acqua (Ambiente e Sanità), Domenico Manna (Cimiteri e Verde pubblico) e Mario Pizzino (Mobilità urbana), quest’ultimo andato prima in pensione. I tre non sono stati licenziati (i dirigenti hanno contratti quinquennali, di regola), ma posti in “disponibilità: per un periodo di 2 anni ricevono dal comune un’indennità pari allo 80% dello stipendio, ma di fatto non lavorano (“restano sospese tutte le obbligazioni inerenti al rapporto di lavoro”, recitava la delibera dell’epoca), o comunque non per il ruolo per il quale erano stati assunti.

A quel punto Pagano aveva intentato una causa di lavoro “normale”, e all’interno della causa un ricorso cautelare, proprio allo scadere dei due anni dalla sua messa in “disponibilità” (che decorreva a partire dal primo dicembre 2019): vuol dire che insieme al ricorso normale, il ricorrente inserisce ulteriori motivazioni urgenti con determinati requisiti, e cioè “Fumus boni iuris”, cioè la fondatezza della domanda e “periculum in mora”, quindi rischio grave e irreparabile, per cui non si può attendere il normale decorso della giustizia civile. La giudice, avendo ravvisato la sussistenza di entrambi i requisiti, ha emesso un provvedimento di accoglimento totale in tempi rapidissimi: quaranta giorni dall’apertura del sub procedimento (il 12 ottobre 2021) alla pronuncia, il 23 novembre.

Cosa accadrà adesso? Che il dirigente sarà immediatamente reintegrato, e che il precedente potrebbe fare da grimaldello a cause simili da parte degli altri dirigenti silurati come Pagano. Dal punto di vista legale, il giudizio di merito procederà in autonomia, e sarà espletato nei tempi normali. Di solito, quando la causa cautelare si vince, poi (dopo anni) si vince anche il merito, perchè la fondatezza e la bontà della domanda del ricorrente è stata comunque vagliata nel ricorso cautelare. nel merito si discuterà anche dell’integrazione pecuniaria che Palazzo Zanca dovrà eventualmente riconoscere al dirigente.

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