MESSINA – “Proprio con le sue dimissioni, il sindaco Basile certifica che Messina è ostaggio della politica e, nello specifico, delle dinamiche, dei capricci e delle strategie del suo leader politico di riferimento”, così il segretario provinciale del Pd messinese, Armando Hyerace, esprime le considerazioni del Partito Democratico in merito alle dimissioni comunicate oggi dal primo cittadino.
“Dopo oltre due mesi di incertezze, rinvii e ambiguità, le motivazioni addotte appaiono francamente inconsistenti e risibili. La storia amministrativa di Messina – e non solo – dimostra che altri sindaci, espressione di esperienze civiche, hanno governato anche senza una maggioranza consiliare, assumendosi fino in fondo la responsabilità del mandato ricevuto dai cittadini, senza sottrarsi alle difficoltà. Nel caso di Basile, tuttavia, non solo non si è assistito a una reale assenza di maggioranza, ma non risultano neppure particolari difficoltà: anche a un osservatore distratto non può essere sfuggito che, al netto degli abbandoni formali, non si ricordano provvedimenti proposti dalla Giunta che non siano stati, di fatto, sostenuti dalla stessa maggioranza uscita dalle scorse elezioni.
Questa scelta segna dunque una resa politica e istituzionale. Da parte nostra, come opposizione e come PD, ne prendiamo atto con favore, perché non abbiamo mai condiviso l’impostazione politica e amministrativa di questo sindaco e riteniamo che la sua uscita di scena apra finalmente la possibilità di un cambio di rotta per la città. Il giudizio sul sindaco, tuttavia, non sarà limitato a questo gesto: esso sarà inevitabilmente esteso a ciò che è stato fatto e, soprattutto, a ciò che non è stato fatto nel corso dell’intero mandato.
Si apra ora una fase davvero nuova per Messina. Una fase fondata su credibilità, responsabilità e autonomia della politica locale da condizionamenti esterni. Serve una visione chiara e concreta per il futuro della città, costruita attorno ai bisogni dei cittadini e allo sviluppo di Messina, non subordinata ai destini personali di qualcuno né alle convenienze tattiche di un movimento politico”, conclude Hyerace.





