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MESSINA. Sono sette i medici indagati per la morte di Paolo Currò, di 76 anni, morto dopo quasi un mese dal ricovero al Papardo. Negligenze ma soprattutto una diagnosi errata, sono questi i sospetti della famiglia che ha presentato l’esposto in procura. 

Currò era stato ricoverato lo scorso 12 aprile nel reparto di pneumologia, la patologia, secondo quanto riferiscono i parenti dell’uomo, non sembrava destare particolari preoccupazioni. Improvvisamente però un aggravamento delle sue condizioni. L’uomo viene ricoverato nel reparto di Rianimazione dove morirà quattro giorni dopo, precisamente lo scorso 8 maggio.

Nel frattempo i familiari avevano preso altri pareri di professionisti che avevano avvertito i familiari che i di un errore nella diagnosi e quindi nella terapia.

Era attesa ieri lautopsia del medico legale nominato dalla procura, Fabrizio Perri, ma è stata rinviata per problemi tecnici forse a lunedì. Rinvio che ha causato non pochi problemi ai parenti provenienti da diverse località per partecipare al funerale che non potrà però avvenire prima della perizia legale sul corpo.

La famiglia ha nominato come consulenti il medico legale, Alessio Asmundo e lo pneumologo, Giuseppe Gerbino. 

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