MESSINA. Antonio Cairoli, nove volte campione del mondo di motocross, una vera e propria leggenda delle ruote artigliate, e considerato uno dei più forti piloti di tutti i tempi, si ritirerà dalle competizioni alla fine del 2021, a trentasei anni, alla fine del campionato che lo vede in lizza per la conquista del decimo titolo mondiale, impresa riuscita solo al belga Stefan Everts (seppure in circostanze più favorevoli di quelle del pilota di Patti). Tony Cairoli, che è il secondo pilota ad aver vinto più campionati e singoli gran premi, è attualmente quarto nella classifica del campionato mondiale 2021, staccato dalla vetta di appena 26 punti (praticamente il punteggio di una singola manche).

Cairoli è approdato al mondiale motocross nel 2002, disputando qualche gara senza continuità. Il primo campionato disputato per intero è quello del 2004, in cui il messinese si accredita come uno dei più forti sulla piazza, arrivando alla fine in terza posizione. Nel 2005, a vent’anni non ancora compiuti, l’apoteosi, con il primo mondiale nella classe mx2, distruggendo la concorrenza con con dodici vittorie di manche e sei gran premi vinti. Nel 2006 è secondo con qualche errore di troppo, pur vincendo il doppio di gran premi e manches del primo classificato, ma si rifà con gli interessi nel 2007, ammazzando il campionato con con 23 vittorie di manche e 11 gran premi vinti, e concedendosi il lusso di debuttare nella categoria superiore (col titolo mx2 già conquisdtato con gare di anticipo) e vincere davanti ai veterani di categoria.

Da lì in poi è un crescendo rossiniano: col passaggio in pianta stabile alla classe regina, la mx1, Tony Cairoli diventa semplicemente inarrestabile con i sei titoli mondiali consecutivi nella classe regina, la Mx1 (poi denominata MxGp) dal 2009 al 2014. Ultimo titolo, attualmente, nel 2017, al quale si accompagnano tre secondi e due terzi posti. In pratica, quando le sue stagioni mondiali non sono state gravate da infortuni e gare saltate, per il pilota che da Patti ha conquistato il mondo, il risultato peggiore nel mondiale è stato il terzo posto finale. Il tutto condito in svariate vittorie nei campionati minori, e soprattutto nel Motocross delle Nazioni, appuntamento di fine anno in cui i tre piloti più forti di ogni stato si sfidano coi colori delle nazionali in una sorta di mundialito: benchè non lo abbia mai vinto come nazionale italiana, Cairoli ha trionfato in sei manches individuali, mettendo in riga non solo i suoi avversari del mondiale, ma soprattutto gli americani, a lungo considerati i piloti della miglior scuola al mondo, il supercross.

Di seguito il messaggio in cui il campione messinese annuncia il ritiro: “Ve lo devo proprio dire: non è stata una decisione facile da prendere, ma è arrivato il momento per chiudere un capitolo della mia vita e aprirne un altro, non può essere sempre Velocità, Fango e Gloria. Non mi sono mai fermato a pensare come sarebbe stato questo momento e ora fa un po’ impressione essere qui davanti a voi. Lo sapete che non mi piace particolarmente parlare di me in pubblico, ma voi non siete un semplice pubblico, voi siete stati una parte importante anzi, fondamentale, dei miei ultimi 18 anni. A dirla tutta, voi siete stati i miei ultimi 18 anni. Ora avrò più tempo per Chase, per Jill e per me. Il mio pensiero va a mia madre, a mio padre, alla mia famiglia; a quegli anni in Sicilia quando le prime gare erano solo sogno e sacrificio, per tutti. Ogni volta che ho vinto un titolo, il mio pensiero andava a loro; ne sono arrivati nove di titoli, qualcosa che non avrei mai potuto immaginare quando, attorno a casa, bruciavo litri di miscela girando in tondo.

Ho sempre detto che i numeri e le statistiche non significano molto per me, e lo penso davvero…io vivo il momento e la vittoria è solo il frutto del lavoro che faccio con passione ogni giorno. Vincere ancora mi piacerebbe, ovvio, ma non aggiungerebbe molto a quello che sono. Il mio primo titolo fu già qualcosa di incredibile, la realizzazione di un sogno per me e per la mia famiglia. Poco prima, a diciannove anni, stavo per smettere, poi la chiamata del team De Carli ha ridato slancio alla mia carriera. Quel giorno di ottobre la mia vita è cambiata e dopo diciott’anni siamo ancora qui, a lavorare e lottare, cercando di vincere ancora un titolo con la stessa squadra: una cosa unica nella storia del nostro sport e la nostra motivazione per questa sfida è sempre la stessa, come il primo giorno. In questo percorso ho avuto la fortuna di incontrare persone speciali, e oltre a Claudio, alla sua squadra e alla sua famiglia, ci tengo a ringraziare Pit Beirer, una persona eccezionale che è stata fondamentale nel farci sentire sin dal primo giorno parte della famiglia KTM. Di sicuro resterò nell’ambiente, il motocross è comunque la mia vita, resterà la mia grande passione e con KTM continuerò il mio percorso, anche se con un ruolo diverso. Voglio infine ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato in questa avventura, e i tantissimi tifosi che mi hanno sempre dato quella carica per dare il 222%. Mi aspettano ancora tante cose da fare nella vita dopo il 2021, ma intanto c’è ancora un obiettivo a cui dobbiamo pensare…grazie ragazzi!”.

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