MESSINA. Sembrano passati decenni dalle foto di quel giugno 2022 in cui un Nino Germanà non ancora senatore (era deputato) alzava la mano di un Federico Basile appena eletto sindaco anche con l’aiuto (superfluo, a guardare i numeri col senno di poi) della Lega, e i due andavano d’amore e d’accordo.
Perchè dopo un anno e mezzo di punzecchiamenti (soprattutto di Cateno De Luca all’indirizzo di Germanà), i due sono arrivati ai ferri corti. Complice un post del senatore leghista, diretto a De Luca, ma che chiama pesantemente in causa anche Basile. “Caro Cateno, occhio alle variabili: ne vedo parecchie in giro. E anche se sei un bravo giocatore, stavolta ti trema l’orecchio come al marsigliese – scrive su Facebook Germanà, citando in film Asso di Adriano Celentano – Federico è incollato alla poltrona con il Bostik e, anche se gli chiedi di dimettersi, al massimo ti farà una pernacchia. Ma io che ti conosco so che non lo farai, perché sai bene di perdere. Il centrodestra il candidato ce l’ha. E sarà una grande sorpresa”.
E Basile la tocca pianissimo: “Tu sei il maestro di chi è attaccato con il bostik alla poltrona che si tramanda da nonno, padre, e figlio!“, scrive il sindaco di Messina, chiamando in causa gli avi di Germanà, tutti politici di lunga data.
Da parte sua, il leghista risponde con un messaggio che all’inizio sembra voler calmare le acque (“Batti un colpo” non significa necessariamente offendere. La città ha il diritto di sentire dalla voce del suo sindaco se sia vero che intenda dimettersi per andare al voto anticipato”, scrive Germanà), ma che invece subito dopo si tramuta in una sciabolata. “È evidente che sia più semplice buttarla in caciara pur di non rispondere, ma recitando la parte del cattivo, che non ti si addice, hai commesso uno scivolone. A differenza tua, che sei sindaco anche grazie al mio sostegno, io mi sono candidato sette volte, quattro delle quali con le preferenze – prosegue – La mia storia politica e familiare merita rispetto, un rispetto che pochi possono vantare. Basterebbe guardare chi erano i Germanà prima di entrare in politica e chi sono oggi. Noi abbiamo dato, non preso. Abbiamo sacrificato, non accumulato. Se trovi un altro cognome che facendo politica ha venduto il proprio patrimonio invece di arricchirsi, allora sì, potrai permetterti di dare lezioni”, conclude il senatore del Carroccio.
Da lì in poi è royal rumble, con Basile che prima di chiudere sarcasticamente “in simpatia” con la formula “Con l’amicizia di sempre!”, si produce in venti righe di tumpulate tipo rissa da Billè i sabati del 1989. “Sen. Nino Germana, non fare il patetico per cortesia! Io non sono stato eletto tramite te, forse tu sei sai rieletto al senato grazie alla vittoria della mia coalizione nella quale sei stato ininfluente anzi dannoso direi”, attacca Basile, che poi si mette a fare i conti.
“La tua lista, messa in piedi grazie a Cateno che ti ha messo numerosi candidati tra cui Mirko Cantello (consigliere comunale eletto con la Lega ed espulso dal partito meno di un anno fa, ndr) e Lino Cuce’ (in lista ma non eletto con la Lega e oggi consigliere d’amministrazione di MessinaServizi, ndr), che hanno preso in due quasi un terzo di tutti i voti di lista, che ha conseguito appena il 5,41 % mentre io sono stato eletto al primo turno con il 45,12 % perdendo una parte di voti di opinione per l’accordo con te e la Lega a cui abbiamo “donato” oltre 1.500 voti di lista con i nostri candidati che ti abbiamo prestato (Cantello 900 voti – Cuce’ 500 voti)”.
Finito? Manco per sogno. Basile continua a maramaldeggiare: “Forse il mio leader Cateno De Luca, in quella fase, ti ha sopravvalutato elettoralmente ed ha sottovalutato il danno che avrebbe generato quell’accordo sull’opinione pubblica. Ma tu conosci quanto me la serietà di Cateno De Luca: aveva preso l’impegno con Matteo Salvini di far conseguire alla Lega almeno il 5% è così e’ stato. Cateno e’ un uomo di parola tu invece no! Ci siamo messi una vipera in seno ed alla prima occasione sei uscito al naturale tradendo il patto, Messina fuori dalle dinamiche politiche regionali e nazionali, e facendo il mercante nella mia maggioranza. Se ti senti “elettoralmente così “cazzuto” caro Germanà scendi in campo di persona personalmente come candidato sindaco visto che questo show lo hai già fatto nel 2022 per essere poi risuscitato da Cateno De Luca”, conclude il sindaco di Messina.
Poteva mai Cateno De Luca rimanere fuori dalla contesa? No che non poteva. E infatti a un certo punto si inserisce nella discussione a modo suo. “Buona befana Nino Germana. La vita è bella perché ci riserva tante sorprese. Ti davano morto nel 2022 ed io ti ho risuscitato con una semplice serenata “affacciati alla finestra Ninittu miu…”, scrive De Luca, riportando a galla memorie che per fortuna tutti avevano consegnato all’oblio. Poi il leader di Sud chiama Nord sgancia la sicura ai polpastrelli. “Ma come capita spesso nella vita “cu di sceccu ni fa un mulu, ‘u primu causi è lu so (sic, ndr)”: non sei stato il primo e non sarai l’ultimo, con tanto di faccine sorridenti.finora abbiamo cercato di fare le scelte più giuste per i messinesi pur nei nostri tanti errori.anche stavolta cercheremo di fare la scelta più giusta per Messina. Noi abbiamo, a differenza tua, un solo padrone: il popolo che valuta giudica e decide”. Quindi la conclusione oscura e personale: “Considerata questa caduta di stile, la cena romana che abbiamo concordato ieri per telefono in onore di Carlo Galluzzo la pagherai tu”






