MESSINA. Gratta e sosta? Disco orario? No, macché. Basta un’autocertificazione scritta a penna: “Sono al bar”. E la doppia fila, a spina di pesce, in un parcheggio con strisce blu (quindi a pagamento) in una delle strade più trafficate di Messina, è perdonata. E non servono a nulla cartelli di divieto, segnaletica orizzontale, verticale, trasversale, longitudinale: esiste solo l’esigenza insopprimibile di fermarsi al bar, costi quel che costi. E farlo sapere all’eventuale vigile o ausiliare del traffico, perché capendo l’esigenza non prendano provvedimenti.

Anche in un contesto che in quanto a parcheggi ha dimostrato notevole creatività, ogni tanto, specie il lunedì (che evidentemente sviluppa bizzarre interpretazioni del codice della strada), a Messina accade qualcosa che sposta in alto l’asticella dell’assurdità stradale.

E invocare ogni volta l’assenza dei vigili è una scusante che non regge più: perché una città in cui su 253mila abitanti servirebbero altrettanti tutori dell’ordine, è una città destinata a diventare giungla.

 

guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments