MESSINA. E’ stato riaperto dopo quattro anni e qualche mese, ma avrà bisogno di un profondo maquillage per superare problemi strutturali e farlo diventare una vera attrazione per messinesi e turisti: le porte dell’acquario di villa Mazzini si sono riaperte stamattina, ma l’intero plesso sarà ristrutturato definitivamente nei prossimi mesi con un importante investimento economico e progettuale nell’ambito del masterplan, con un finanziamento da tre milioni di euro. Nel corso della cerimonia di riapertura è stato firmato l’atto prodotto dal dipartimento al ramo, con il quale viene avviata la fase conclusiva del percorso amministrativo per bandire la gara di ristrutturazione.

A spiegarlo il sindaco, Renato Accorinti, l’assessore all’Ambiente, Daniele Ialacqua, il dirigente il dipartimento Cimiteri e Verde Urbano, Domenico Manna, ed i curatori scientifici, Mariateresa Costanzo e Gianluca Casella, che hanno ripercorso le tappe del lavoro fatto dalla chiusura (febbraio 2014) ad oggi, per ridare alla città una struttura alla quale i messinesi sono molto legati e per parlare del futuro dell’Acquario, ovvero un progetto ambizioso di ristrutturazione grazie ai fondi del Masterplan. Lo storico Acquario di Messina era stato chiuso per numerose inadempienze burocratiche, dalla sez. CITES del Corpo Forestale dello Stato, che ne aveva disposto l’interdizione permanente al pubblico in assenza delle necessarie documentazioni obbligatorie per giardini Zoologici ed Acquari.

La nuova gestione curatoriale affidata, con gara d’appalto, alla ditta Gallo a partire da gennaio 2016, ha consentito l’ottenimento dei documenti minimi necessari alla riapertura dello stabile, grazie alla sinergia dei curatori Mariateresa Costanzo e Gianluca Casella, con l’assessore Ialacqua ed il dipartimento Cimiteri, Verde Pubblico e Acquario. Tra di essi è fondamentale menzionare l’ottenimento dell’esenzione dalla licenza della struttura secondo l’art. 2 del dls.73/2005, norme sui giardini zoologici e acquari. L’Acquario inoltre è una struttura di interesse storico-scientifico che possiede reperti museali CITES, collezionati nel tempo dall’Istituto Talassografico di Messina (oggi IAMC CNR Messina), che ne fu il fondatore nel lontano 1959. La gestione curatoriale, collaborando fattivamente con la sez. CITES di Catania, ha ottenuto, effettuando indagini storiografiche sui reperti ossei alla biblioteca Regionale di Messina, la certificazione ministeriale per l’esposizione permanente dello scheletro incompleto di Zifio (Ziphius cavirostris) e della tartaruga tassidermizzata (Eretmochelys imbricata).

ll maggiore sforzo nell’ambito del supporto tecnico-specialistico ha riguardato la riprogettazione ed il riallestimento degli spazi espositivi delle sale con la realizzazione di un percorso espositivo sotto il profilo scientifico museale che include la realizzazione della sala “museo” dove è allestita una prestigiosa mostra permanente presentata ad EXPO Venezia, intitolata “ I pesci abissali dello Stretto di Messina e le collezioni dell’Istituto Talassografico del CNR di Messina”. La mostra comprende una collezione scientifica di pesci abissali dello Stretto di Messina, pregiate iconografie e bollettini d’epoca sulle ricerche effettuate dall’Istituto Sperimentale Talassografico di Messina (fondatore dell’Acquario) nei primi del 900.

Di nuova concezione è poi la sala che ospita la “vasca didattica” di tipo immersivo, che riproduce scientificamente ambienti naturali lagunari e marini attraverso pannelli fotografici sull’avifauna, murales sulle pareti e aerografia della vasca. L’area didattica si presenta come spazio multitasking, attrezzata per ospitare piccole conferenze e laboratori didattici ed è dotata di modelli in resina di cetacei, rettili e grandi pesci pelagici dello Stretto di Messina e giochi scientifici. Nella sala vasche espositive l’open space è stato suddiviso in aree specifiche con un percorso obbligato che si conclude con l’area meduse e pesci alieni. Quest’anno inoltre il servizio didattica dell’acquario ha operato su numerose progettualità di interesse nazionale tra cui il progetto pilota MIUR “Disco-very mare: a scuola di scienze marine”, realizzato in collaborazione con l’Istituto Comprensivo San Francesco di Paola di Messina, concluso con la partecipazione alla puntata di Linea Blu in onda su Raiuno il 22 Luglio 2017 e registrata nella Riserva Naturale “Laghetti di Marinello”. Nonostante l’impegno profuso la struttura presenta purtroppo delle evidenti criticità impiantistiche poiché le vasche e tecnologie a supporto sono del tutto obsolete.

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