MESSINA. Quando mancano meno di due settimane al suono della prima campanella, col caldo infernale di questi mesi che sembra non voglia dare tregua (seppure il peggio pare ormai alle spalle), tiene banco la discussione sulla vivibilità delle aule scolastiche, con richieste di spostamento dell’inizio delle lezioni, polemiche e report impietosi, come quello di Tuttoscuola, elaborato sui dati del Portale Unico del Ministero dell’Istruzione e del Merito, secondo il quale in Italia oltre nove edifici scolastici su dieci sono totalmente privi di impianti di condizionamento (come hanno avuto modo di appurare già a luglio i maturandi).

Meglio non va in Sicilia e a Messina. In regione, secondo idati ufficiali dell’Anagrafe Nazionale dell’Edilizia Scolastica rielaborati da Repubblica Palermo, su 3.183 sedi scolastiche censite, solo 1.815 plessi riportano informazioni su “condizionamenti e ventilazione” e solo 201 edifici sono in possiedono impianti di climatizzazione, che spesso e volentieri riguardano solo ambienti specifici come aule magne, laboratori, presidenza e segreteria, lasciando sfornite la quasi totalità delle aule destinate agli studenti.

Stessa cosa in provincia di Messina. Su un campione di 34 risposte fornite alla Flc Cgil Messina (su 98 scuole, il 35%), solo una dichiara 80% di copertura climatizzata.

E il resto? (parlando di aule), “gli impianti di raffreddamento o sono del tutto assenti, o hanno una copertura parziale, e per parziale intendo insufficiente”, spiega Patrizia Donato della Flc Cgil Messina, che chiede interventi strutturali per far fronte al cambiamento climatico e a estati (presumibilmente) sempre più torride.

“Il tema – spiega – è serio perchè non si tratta più di un fatto sporadico ed emergenziale e, come tale, ha bisogno di soluzioni definitive, di investimenti seri. Chiaro che, per la tutela e salvaguardia della comunità scolastica, in mancanza di soluzioni a stretto giro, se l’unico modo per risparmiare disagi a docenti, alunni e personale ATA è quello di chiudere le scuole per ‘allerta caldo’, è chiaro che non possiamo che appoggiare questa soluzione. Ma il tema del caldo eccessivo non può essere trattato alla stregua di un temporale da allerta meteo: non è un evento improvviso e passeggero, ma una condizione che è diventata emergenza strutturale, prevedibile e ormai ricorrente, che richiede misure stabili e investimenti mirati. Se, infatti si chiudessero le scuole per una settimana, 15 gg, con una ordinanza sindacale, questo periodo scolastico andrebbe perso, non sarebbe recuperabile, con una evidente limitazione del diritto allo studio. Non possiamo ragionare sempre in termini emergenziali, dobbiamo cominciare a pianificare sul serio soluzioni definitive, impiegando risorse adeguate e programmando interventi strutturali che garantiscano ambienti scolastici realmente idonei”, conclude.

guest

0 Commenti
meno recente
più recente più votato
Inline Feedbacks
View all comments