MESSINA. La settantaduesima posizione su 107 nella classifica (provinciale) della “sportività” negli indici di qualità della vita de Il Sole 24 ore non autorizzava a chissà quali entusiasmi, ma se le si guarda da vicino, le condizioni degli impianti sportivi a gestione comunale oscillano tra il sufficiente e il disastroso.

Anche perchè, dopo anni di immobilismo, in molti degli impianti sono in corso lavori di ristrutturazione e adeguamento, che in alcuni casi sono però andati “lunghi”, molto oltre i tempi previsti, o sono stati ultimati in fretta e furia. O non sono addirittura partiti.

Iniziando col più grande, prestigioso e oneroso degli impianti, lo stadio Franco Scoglio di San Filippo, ormai degradato ad arena per i grandi (e numerosi) concerti estivi, dal momento che l’Acr Messina ha deciso di spostarsi al Celeste: nato addirittura coi fondi disponibili per gli stadi dei mondiali Italia 90, è stato iniziato nel 1991 e finito, letteralmente a calci, nell’estate del 2004, giusto in tempo per poter ospitare il debutto in serie A dell’allora Fc Messina. La scomparsa del calcio che conta, qualche anno più tardi, ne ha segnato il declino, sancito definitivamente con l’abbandono delle serie professionistiche di tutte le squadre della città. Oggi è un pachiderma (oltre 38mila posti, sulla carta) male in arnese, con capienza ridotta a settemila persone, spalti e foresterie bisognosi di parecchia manutenzione e sostanzialmente inadeguato per gli eventi sportivi, ma ha ritrovato una pregevole ragion d’essere per i concerti, diventando il riferimento, da Roma in giù, per i grossi artisti da arena.

Diversa sorte per lo storico “campo”, il Giovanni Celeste: dopo un lungo intervento di ristrutturazione su metà stadio appena eseguito (tribuna nord e gradinata totalmente da rifare,) sono già stati identificati problemi di infiltrazioni interne ed esterne, caduta intonaco, sporcizia. Segnalati anche un numero di spogliatoi inadeguato, custode assente e problemi sia per la turnazione che per l’ingresso di persone non autorizzate. C’è anche il campo da calcio Bonanno dell’Annunziata, oggetto di grossi lavori con fondi del programma nazionale “Sport e Periferie”, con nuovo manto in erba sintetica, gradinate da 270 posti e spogliatoi. Però si registra un ritardo sulla tabella di marcia, con l’impresa che ha chiesto due mesi di proroga: nel frattempo i lavori sono lievitati di 247mila euro.

Il campo di atletica Santamaria, ex Gil, è l’unico a gestione comunale, dopo il passaggio del Cappuccini sotto l’ala di Unime. Ci sono 284 mila euro oltre iva di lavori affidati per l’efficientamento energetico. “Una somma importante – spiega il consigliere del terzo quartiere Alessandro Cacciotto – che tuttavia non toccherà né la pista di atletica, che avrebbe bisogno di un restyling (gli interventi alla pista di atletica risalgono ormai alla sindacatura di Renato Accorinti, ndr), né tantomeno toccherà tribune, ridotte in pessime condizioni, e gran parte della struttura a due piani che si trova anch’essa in condizioni disastrose. Ed ancora i lavori non interesseranno neppure il muro perimetrale di via Catania che versa in uno stato di decomposizione strutturale”.

Poi ci sono i palazzetti: PalaTracuzzi e PalaRescifina sono funzionanti e in buone condizioni, dentro e fuori, soprattutto il secondo, che ha ospitato sia le partite della nazionale di pallavolo sia il parco assistenza (negli spazi esterni) del rally Tirreno-Messina: il problema è nella gestione dei turni delle società sportive e nell’assenza di custodi, tutto in autogestione. Nella palestra Iuvara sono attualmente in corso lavori di efficientamento energetico, infissi, climatizzazione e rivestimenti termici e rifacimento dei bagni, tutto procede entro i termini. Il PalaMerlino, complesso di nuova costruzione dedicato agli sport a rotelle, è ancora non aperto nonostante gli annunci: il collaudo doveva essere fatto. entro la fine di settembre. Quindi il Pala Mili: costruito originariamente con i fondi delle Universiadi del 1997, l’impianto è stato oggetto di interventi di riqualificazione e lavori per il miglioramento della viabilità e del nuovo accesso stradale di collegamento con la SS 114. Diversi utenti hanno segnalato infiltrazioni d’acqua, nonostante gli interventi di impermeabilizzazione (ed efficientamento energetico). Infine il PalaRussello di Gravitelli: a metà settembre sono stati consegnati i lavori da oltre un milione e mezzo per efficientamento energetico e lavori alla copertura: dovrebbero durare nove mesi.

Il vero disastro sono le piscine: in quella di villa Dante c’è il problema cronico con la caldaia che si guasta in media una volta ogni mese e mezzo e per ripristinarla ci vuole tempo sia per l’intervento che per far tornare l’acqua a temperatura. Al momento risulta guasta. Della piscina Cappuccini, se l’impianto esterno ha riaperto a inizio anno dopo ristrutturazioni e funziona regolarmente, la piscina al coperto è tristemente chiusa da giugno del 2019, giorno in cui è crollato il tetto, e così è rimasta da allora. Il Comune di Messina ha elaborato un progetto esecutivo per la ricostruzione della vasca coperta e della copertura, con un quadro economico stimato intorno a 1,5–3 milioni di euro (o fino a 5 milioni per l’intera sistemazione dell’area), e nel settembre 2026 è stato richiesto il parere al Coni per procedere con l’iter. La piscina comunale Campagna è una specie di araba fenice, con almeno tre date di riapertura, dopo l’estate (e lavori di sistemazione) sistematicamente disattesi. Poi c’è lo scheletro della piscina di San Licandro, costato 2,5 milioni di euro e mai neanche lontanamente terminata.

Operativi invece i campi da tennis, campo di calcio a 5 e un campo da padel all’aperto di villa Dante, gestiti da Messina Social City, con il cronico problema di assenza di custodi per gli impianti. “La palestra interna ha la pavimentazione “sportiva” totalmente rialzata e spogliatoi e bagni fuori uso”, segnala il consigliere di Fratelli d’Italia Dario Carbone, che è stato tra i più attivi nel segnalare le disfuzioni delle strutture sportive pubbliche, e che non ha parole tenere verso l’amministrazione. “Lo stato degli impianti sportivi comunali di Messina è disastroso e inaccettabile. Non è cattiva manutenzione, è assenza totale di programmazione. Mentre l’Amministrazione fa annunci, le società sportive e i nostri ragazzi si allenano in condizioni indecorose e pericolose. Chiedo giornalmente conto e ragione in Consiglio Comunale ma senza riscontri concreti: lo sport messinese merita rispetto”, conclude il consigliere comunale.

 

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