MESSINA. C’è un problema, piuttosto grosso, con le piscine comunali. Un problema sollevato, nel giro di qualche ora, da due consiglieri comunali e da tre consiglieri di quartiere.

Il primo è stato Cosimo Oteri della Lega, che ha proposto un’interrogazione “finalizzata a ottenere chiarimenti sullo stato attuale della piscina, sulle condizioni amministrative e tecniche per la riapertura e sulle tempistiche che l’Amministrazione potrà indicare sulla base delle verifiche effettuate”, basata sulle informazioni “circa possibili criticità degli impianti di filtrazione e l’eventuale necessità di interventi di adeguamento”. Si tratta di aspetti sui quali, secondo il consigliere, “è opportuno acquisire riscontri ufficiali, senza anticipare valutazioni in assenza della relativa documentazione tecnica”.

Gli hanno fatto eco i consiglieri della Terza Circoscrizione Alessandro Cacciotto (Fratelli d’Italia), Mario Barresi (Popolari Autonomisti) e Claudia Minutoli (Scurria Sindaco): “A pochi giorni dall’ennesima data annunciata, i cancelli dell’impianto restano sbarrati, aggiungendo un nuovo capitolo a quello che è ormai diventato un vero e proprio teatrino di rinvii e proclami. “Questa volta, il motivo dello stop sarebbe legato alla necessità di sostituire le pompe dell’impianto per adeguarle a nuove normative. Un imprevisto che giunge dopo una serie interminabile di date di riapertura rincorse e regolarmente disattese dall’Amministrazione Comunale, che aveva dapprima indicato la fine di settembre, poi la prima settimana di ottobre e infine il 19 ottobre. Nel frattempo, oltre 400 utenti tra famiglie, atleti e associazioni sportive continuano a rimanere nel limbo, costretti ad aspettare un ‘giorno tanto atteso’ che sembra non arrivare mai”.

E c’è anche chi “l’aveva detto”: Dario Carbone, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, ripercorre il resoconto della seduta straordinaria di consiglio comunale del 17 dicembre 2025, da lui richiesta, su “Impianti sportivi: condizioni strutturali, gestione e disservizi”. “In quell’Aula, alla presenza dell’Assessore Finocchiaro, avevo suggerito di rinnovare immediatamente la convenzione con la FIN, l’unica eccellenza in grado di gestire un impianto natatorio complesso come quello comunale. L’Assessore rispose che l’affidamento sarebbe scaduto il 31 dicembre e che “si stava preparando il bando” perché sono vietati gli affidamenti diretti. Eravamo a dicembre 2025. Siamo a ottobre 2026 e la piscina è ancora chiusa. Avevate un anno per preparare quel bando. Non lo avete fatto. Vi siete nascosti dietro un cavillo burocratico quando per la Federazione del CONI esistono tutti gli strumenti per garantire continuità. Il risultato è un impianto chiuso e centinaia di famiglie e atleti a casa”.

Ce n’è anche per la piscina di Villa Dante: “In più occasioni, in Consiglio e in Commissione, ho rappresentato che la piscina di Villa Dante ha problemi cronici alla caldaia. Puntualmente, nei giorni scorsi si è nuovamente guastata. E come sempre, visto che non è mai stato predisposto un intervento veramente risolutivo ma solo rattoppi, trascorreranno mesi prima che si torni a poterla utilizzare. È inaccettabile”.

Per ultimo, quello che rimane del progetto di piscina a San Licandro: “In quella stessa seduta si parlò anche dello scheletro della piscina di San Licandro, costato 2,5 milioni di euro ai messinesi. L’Assessore disse che si sarebbe valutato se ristrutturarlo o abbatterlo. A distanza di quasi un anno non c’è ancora una decisione, un progetto, un cronoprogramma. Solo degrado. Dopo otto anni di Amministrazione De Luca – Basile, Messina è l’unica città metropolitana senza una piscina comunale funzionante e senza aver progettato un solo impianto natatorio moderno. È un fallimento totale sulla delega allo sport”, conclude Carbone.

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